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Siria, la Turchia punta all’autostrada M4 mentre Isis cerca di riorganizzarsi

Siria, La Turchia Punta All’autostrada M4 Mentre Isis Cerca Di Riorganizzarsi

La Turchia, nonostante la tregua, cerca di avanzare ancora nel nord della Siria e punta l’autostrada  M4. Le milizie pro-Ankara attaccano diversi villaggi nell’area, ma le forze curde le respingono

In Siria, nonostante la tregua, continuano gli scontri tra le SDF e i militari turchi delle TAF. Questi, tramite le milizie alleate, stanno cercando di acquisire il controllo dell’autostrada M4, che collega le città e i villaggi più importanti nell’area. Nelle ultime ore, infatti, ci sono stati diversi conflitti a fuoco, durati anche quasi una giornata, a Khirbet Fars, Paguz Seker, Shirkurd e Masaodya. Gli attacchi sono stati respinti, ma è presumibile che nelle prossime ore ce ne saranno altri. Intanto, Isis, comincia a riaffacciarsi nel paese dopo la nomina del nuovo califfo, Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi. A Kafr Jibrin e Hasaka sono scoppiate due autobomba mentre nel deserto di Abu Kamal (Deir Ezzor), un gruppo di miliziani dello Stato Islamico ha attaccato alcuni check point, dove sembra fossero schierate forze paramilitari pro-Iran. 

Intanto, le SDF rafforzano la sicurezza tra Hasaka e Deir Ezzor. Isis, dopo la nomina di Qurayshi a nuovo califfo, deve riorganizzarsi. Il modo più veloce è liberare i miliziani Daesh nelle carceri curde e conquistare i giacimenti energetici per riprendere il contrabbando

Le SDF, intanto, hanno incrementato la vigilanza in tutto il territorio controllato, da Hasaka a Deir Ezzor, per prevenire offensive Isis. Si attendono, infatti, attacchi dello Stato Islamico soprattutto verso obiettivi specifici. Dalle diverse carceri nella regione siriana, in cui sono rinchiusi i miliziani Daesh, ai giacimenti di petrolio. IS, una volta nominato il nuovo leader, deve riorganizzarsi e per farlo ha bisogno di risorse. Reclutare nuovi jihadisti richiederà tempo, quindi bisogna liberare quelli già “disponibili”. Inoltre, acquisire ancora il controllo di un giacimento permetterà ai fondamentalisti di ricominciare a trafficare al mercato nero, reperendo velocemente fondi. Di conseguenza, per prevenire l’ipotesi, le forze curde e quelle internazionali hanno serriato la sicurezza in questi due ambiti. 

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