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Siria: la Turchia, come previsto, cede alla Russia e firma la tregua

Siria: La Turchia, Come Previsto, Cede Alla Russia E Firma La Tregua

Russia e Turchia, come previsto, hanno raggiunto un accordo di tregua per il nord ovest della Siria. L’intesa prevede lo stop alle manovre di Spring Shield a Idlib, impegno per aiuti umanitari e pattuglie congiunte nella buffer zone, lungo la M4

Russia e Turchia, come previsto, hanno raggiunto un accordo di tregua per il nord ovest della Siria. Finisce, perciò, il sogno di Ankara di cacciare l’esercito di Damasco (SAA) da Idlib. Nel corso dell’incontro a Mosca, i presidenti Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan hanno stabilito che lo stop alle manovre dell’operazione Spring Shield contro il SAA è cominciato a mezzanotte di giovedì. I due paesi, inoltre, lavoreranno insieme per fornire aiuti alla popolazione del paese mediorientale e verranno stabilite pattuglie congiunte (a partire dal 15 marzo da Trumba ad Ain al-Havr) lungo la zona cuscinetto al confine. Questa passerà attraverso l’autostrada M4 (sei chilometri a nord e sud), che da est taglia Idlib per arrivare fino a Latakia. I dettagli, comunque, verranno definiti nei prossimi giorni a seguito di meeting tra i rispettivi ministri della Difesa.

Erdogan non ha avuto scelta: si è dovuto piegare a Putin

L’esito dell’incontro Putin-Erdogan era atteso. Il presidente turco sapeva che avrebbe dovuto cedere alle richieste del suo partner principale, la Russia. Mosca, infatti, aveva definito da subito un errore l’operazione Spring Shield e si era schierata a difesa di Damasco e del SAA, non esitando a colpire le milizie alleate di Ankara e gli stessi soldati delle TAF. Il raid è stato imputato a Damasco, anche dal presidente della Federazione, ma è avvenuto di notte e i caccia di Bashar Assad non hanno capacità operative dopo il tramonto. Erdogan, quindi, non aveva alternative alla tregua, anche perché l’alternativa sarebbe stata avvicinarsi obbligatoriamente alla NATO e quindi dover seguire le sue regole. La Russia, inoltre, ha anche altre “armi” da giocare contro la Turchia. In primis in Libia, dove ci sono truppe di Ankara, alleate del GNA. Queste, volendo, sono un facile bersaglio e non avrebbero alcuna capacità di risposta.

Intanto, le milizie pro-Ankara cercano di attaccare ancora Saraqeb. Ma la risposta dei caccia di Mosca è immediata. Inoltre, il SAA attacca ancora i ribelli tra Hama e Idlib. Obiettivo: schiacciarli al confine con la Turchia

Intanto, le milizie pro-Turchia continuano a tentare di attaccare l’esercito siriano a Saraqeb. La città, strategica in quanto è la porta di accesso per Idlib e Aleppo, è stata nuovamente presa di mira da alcuni razzi. Ciò, nonostante nelle scorse ore vi sia rientrata la Polizia Militare (MP) russa, che si era temporaneamente spostata a sud per fornire supporto al SAA. Non a caso, poco dopo l’attacco, i caccia di Mosca hanno bombardato alcune postazioni nemiche a Sarmin e nell’area circostante. Inoltre, continuano i raid e gli attacchi dell’artiglieria di Damasco tra Hama e Idlib. Gli ultimi bersagli sono stati Al-Zyara, Qastoun, Al-Sarmaniya, Tel Wasit, Al-Anqawi, Al-Dagmak e Al-Mashik. L’obiettivo è spingere i ribelli all’interno di quest’ultima provincia, tagliando ogni via di fuga a est per cercare di schiacciarli e chiuderli verso il confine con il paese vicino.

Photo Credit: Presidenza Russa

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