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Siria, la Turchia cerca di blindare Barah dall’offensiva del SAA

La Turchia cerca di blindare Barah dall’offensiva del SAA. Nuovo observation point a sud di Idlib, in cui confluiranno ingenti rinforzi delle TAF

La Turchia cerca di blindare Barah. Nelle scorse ore è stato istituito un nuovo observation point nell’area della città a sud di Idlib, lungo la strada per Kansafra. L’obiettivo è duplice: da una parte bloccare l’offensiva dell’esercito siriano (SAA), non permettendogli di arrivare fino al centro abitato, e proteggere le milizie alleate fornendo loro supporto diretto. Dall’altra, invece, Ankara si prepara in vista di una possibile offensiva a sorpresa nella provincia. Non è un caso che le TAF stanno abbandonando progressivamente le postazioni non più strategiche, per collocarsi in nuove strutture a sud della M4 e per di più con ingenti rinforzi. Di fatto, sta nascendo una lunga barriera, difficilmente penetrabile dalle truppe di Damasco, sita a soli pochi chilometri dalla loro prima linea.

Ankara punta all’escalation per giustificare un intervento militare in massa nella provincia

L’obiettivo di Ankara è prendere il controllo di Idlib, per poi spostarsi verso il Kurdistan. Per raggiungerlo, ha adottato una strategia ben precisa: avvicinarsi sempre più al nemico, con scusa di garantire la sicurezza lungo la M4 e di dare la caccia ai jihadisti. Non è un caso, infatti, che tra il SAA e le TAF gli scontri siano in crescita, seppure per il momento rimangono isolati. La Turchia sta cercando di alimentare un’escalation e un evento che giustifichi il suo intervento militare in massa nella provincia siriana. La Russia per ora non entra nella questione, limitandosi a colpire le milizie alleate delle TAF, ma l’attenzione a Mosca è alta e non si esclude che nel prossimo futuro ci possano essere incontri per de-escalare la situazione. Damasco, infatti, è un partner prezioso in chiave anti-Usa e soprattutto è facilmente controllabile, a differenza di Ankara.

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