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Siria, la Turchia attacca Afrin. Damasco però non reagisce come promesso

Siria, La Turchia Attacca Afrin. Damasco Però Non Reagisce Come Promesso

Damasco condanna l’attacco della Turchia in Siria e chiede alla comunità internazionale di fermarlo. Ieri, però, aveva minacciato di abbattere i jet di Ankara e detto che l’invasione non sarebbe stato un picnic

Che farà il governo in Siria in risposta all’attacco della Turchia ad Afrin? Questo, preannunciato dal presidente Recep Tayyp Erdogan, sta effettivamente avvenendo. La reazione di Damasco, però, al momento è decisamente timida. Si condanna duramente l’aggressione di Ankara e si chiede alla comunità internazionale di intervenire affinché cessi immediatamente. Solo un giorno fa, invece, l’esecutivo aveva minacciato di abbattere tutti i caccia che avessero invaso il suolo siriano ed era stato specificato che l’invasione non sarebbe stata un “picnic” per il nemico, Al momento, invece, non è stato mosso un passo concreto, pur essendoci bombardamenti in corso in Kurdistan e movimenti sul terreno di ribelli leali al paese vicino. Non solo. I media di Stato hanno riportato degli eventi solo nel tardo pomeriggio, quando sono giunte notizie della condanna di Damasco. E soprattutto per precisare che la Turchia non ha avvertito preventivamente il governo siriano dell’operazione.

Nessuna reazione concreta dalla comunità internazionale, Russia in primis. Nell’UE non c’è un leader che sprechi un Tweet nemmeno per condannare l’aggressione ai curdi

D’altronde sembra che l’offensiva della Turchia in Siria abbia avuto anche una specie di avallo, seppur non ufficiale dalla Russia. Il più potente alleato di Damasco ha spostato nelle scorse ore le truppe presenti nell’area di Afrin e Mosca ha espresso forte preoccupazione per quanto sta accadendo. Allo stesso tempo, pero, ha fatto sapere che non interverrà a meno che siano colpite basi, militari o interessi della Federazione del Paese. La Russia, comunque, sosterrà le richieste siriane alle Nazioni Unite di cessare immediatamente gli attacchi. Gli Usa, che avevano chiesto ad Ankara di astenersi dall’attacco e si attendono ora le reazioni relative all’attacco. Di fatto, SDF/PYD sembra siano stati lasciati soli, almeno per il momento. Nessuno, anche nella UE, ha preso una posizione dura nei confronti della Turchia. Nemmeno la Germania, che in più occasioni ha tenuto testa a Erdogan.

Isis ringrazia la Turchia

Peraltro, quanto sta avvenendo in Siria porta immediati vantaggi a quelli che dovrebbero essere i nemici di tutti: Isis. Le SDF che combattono Daesh nel sud di Deir ez-Zor stanno convogliando a nord per difendere il Kurdistan e l’esercito di Damasco (SAA) ha concentrato la sua attenzione ad Abu Duhur, contro Hayat Tahrir al-Sham. Di conseguenza, lo Stato Islamico subirà meno pressione e c’è il rischio che possa espandersi nuovamente nel paese. Come d’altronde sta già avvenendo tra Idlib. Hama e Aleppo. Di questo dovrà ringraziare soprattutto la Turchia, che con l’operazione “ramoscello d’ulivo” ad Afrin gli ha fornito un vantaggio inaspettato.

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