Siria, la Turchia assedia Afrin. A est, però, arriva l’esercito di Damasco

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Le truppe della Turchia assediano Afrin da due assi e stanno per isolarla dal resto della Siria

Afrin, nel nord della Siria, è ufficialmente sotto assedio delle forze turche. Le truppe di Olive Branch avanzano verso la città curda da due assi e nel frattempo continuano a bombardare il centro abitato, per rompere le linee di difesa di YPG/SDF. La popolazione locale, chiusa tra due fuochi sta abbandonando in massa la zona. Tanto che sulle principali direttrici si vedono lunghe code di mezzi civili, che si estendono per chilometri. Intanto, Ankara e gli alleati del FSA proseguono la campagna sul terreno per arrivare in città. Sull’asse settentrionale hanno conquistato Kubla e la torre di avvistamento. Su quello sud, i soldati hanno preso Iskan, Zindakan, Qila e Kumush Burj nell’area di Jinderes. I militari puntano a isolare Afrin, congiungendo le due ali dell’operazione a Qadi Rayhalah, per poi stringere progressivamente il cerchio attorno al nemico. Tagliando così anche le sue linee di rifornimento e comunicazioni.

La Guardia Nazionale siriana entra in campo per creare un cordone di sicurezza attorno Nabl e Zahra. YPG/SDF si ritirano da Rifaat, Menagh. Raggiunta un’intesa?

Nel conflitto tra la Turchia e i curdi è intervenuto un elemento nuovo. Alcune unità della Guardia Repubblicana siriana si sono schierate a sud di Afrin per creare un cordone di sicurezza attorno a Nabl e Zahra. Sembra, ma non ci sono conferma ufficiali in tal senso, che lo spostamento sia avvenuto dopo un accordo con YPG/SDF. Queste, in cambio dell’aiuto, avrebbero ceduto il controllo di Tell Rifaat, Menagh e altri villaggi alle NDF. Damasco ha più volte offerto alla leadership curda un’intesa in questo senso. L’esercito siriano (SAA) avrebbe garantito piena protezione, a fronte della cessione del controllo delle zone da parte di YPG/SDF. Finora, però, le forze curde avevano sempre rifiutato. Qualcosa potrebbe essere, invece, cambiato nelle ultime ore grazie all’avanzata di Olive Branch, che ormai è arrivata a pochi chilometri da Afrin e a vista della città.