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Siria, la Russia si riaffaccia a Idlib per colpire le milizie filo-Turchia

Siria, La Russia Si Riaffaccia A Idlib Per Colpire Le Milizie Filo-Turchia

La Russia entra in campo contro le milizie filo-Turchia a Idlib. Seconda ondata di raid dall’inizio della tregua tre mesi fa. Mosca ha bypassato Ankara e comincia a operare in autonomia

La Russia entra in campo contro le milizie filo-Turchia a Idlib. Nelle scorse ore i caccia della Federazione hanno bombardato postazioni dei ribelli sull’asse di Al Ziyarah, nella piana di Sahl Al-Ghab. Obiettivo: sostenere l’operazione di terra dell’esercito siriano (SAA), che punta a spingere i jihadisti verso la M4 per obbligare Ankara a intervenire. Lo strike di Mosca, peraltro, è il secondo da quando è stata firmata la tregua tra Bashar Assad e Recep Tayyp Erdogan tre mesi fa. Segno che la Russia si è stancata deli mancati risultati della Turchia sul capitolo dei gruppi anti-governativi e ha cominciato, come aveva promesso a Erdogan tempo fa, ad agire in autonomia. Ciò rischia di creare grandi problemi ad Ankara, che potrebbe perdere il grip sulle formazioni alleate nella sua area d’influenza, per di più vicino al confine.

Intanto, Erdogan usa l’arma dell’acqua per minacciare la popolazione. I flussi dell’Eufrate si stanno riducendo rapidamente. Aumentano i rischi legati al Covid-19 e ai black out elettrici

La Turchia, però, sta sfruttando metodi alternativi per cercare di controllare la situazione nel nord della Siria. In particolare, Ankara usa l’arma dell’acqua dell’Eufrate per minacciare la popolazione. La conferma viene dal direttore della diga di Tishrin ad Aleppo, Muhammad Tarbush,  il quale ha denunciato alla Hawar News Agency che il flusso idrico sta diminuendo e che l’intera regione potrebbe dover affrontare difficoltà se il paese vicino continuerà a ridurre i livelli del fiume. Peraltro, questi sono già fuorilegge in quanto, in base all’accordo Siria-Turchia del 1987, dovrebbero essere pari a 500 metri cubi al secondo, mentre oggi sono tra i 150 e i 200. Ciò fa aumentare i rischi legati al coronavirus per gli abitanti locali e potrebbe presto causare black out, a seguito del fatto che le centrali idroelettriche già funzionano solo grazie alle riserve dei laghi, ma  queste non sono infinite.

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