skip to Main Content

Siria, la Russia invia truppe a sostegno del SAA contro Isis a Badia

La Russia alza il livello di sostegno all’esercito siriano (SAA) nella campagna contro Isis nel deserto di Badia, inviando truppe per proteggere i soldati e i convogli locali dalle imboscate IS

La Russia alza il livello di sostegno all’esercito siriano (SAA) nella campagna contro Isis nel deserto di Badia. Mosca, secondo fonti locali, ha inviato truppe per fornire ai soldati locali e ai convogli protezione dalle imboscate dei jihadisti. Finora, invece, aveva garantito esclusivamente supporto aereo, informazioni d’intelligence e aiuto nell’ambito della pianificazione delle operazioni. L’invio di un contingente sul terreno si è reso necessario, in quanto il SAA e le milizie alleate non riescono a reagire agli attacchi dei terroristi, nonostante l’offensiva in corso per assumere il pieno controllo dell’autostrada Deir Ezzor-Homs, e continuano a perdere uomini. Le manovre, cominciate circa una settimana fa, Al momento le si concentrano tra Kabajeb e Al-Shawla fino ad Al-Sukhnah. Fanno parte della maxi campagna, partita il 16 gennaio, che punta a eliminare le sacche di resistenza IS nel quadrante.

A nord la Turchia a due nuovi problemi: gli Usa, che hanno appena inviato un maxi-convoglio militare in Kurdistan siriano, e la Brigata Ansar Abu Bakr al-Siddiq

Più a nord, invece, ci sono nuovi problemi per la Turchia. Da una parte l’arrivo di un maxi convoglio militare USA in Kurdistan mette a rischio gli sforzi fatti finora da Ankara per pianificare un’offensiva ad Ain Issa. Dall’altra, tra Aleppo e Idlib è la milizia chiama Brigata Ansar Abu Bakr al-Siddiq has preso di mira le TAF. A proposito ha annunciato sui social network di aver attaccato la base turca a Batbu con cecchini dotati di ottiche con puntatori termici. Il gruppo, emerso a settembre del 2020, si proclama indipendente e non affiliato con nessuna organizzazione. In passato, inoltre, ha già colpito obiettivi turchi diverse volte nella regione siriana. Secondo diversi analisti, questo potrebbe essere legato a Damasco o all’Iran e ben finanziato. Lo confermerebbe l’uso di equipaggiamenti “pregiati” come le ottiche termiche. Si attende ora la risposta di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), principale alleato di Ankara.

Back To Top