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Siria, la Russia invia rinforzi temendo possibili attacchi anche di Isis

La Russia invia rinforzi nel nord est della Siria. Obiettivo: maggiore sicurezza nei pattugliamenti congiunti con la Turchia ed evitare possibili attacchi Isis. Oltre 100 membri dello Stato Islamico sono fuggiti dalle carceri delle SDF. Alcuni sono andati a sud, ma altri sono rimasti nell’area

Nel nord est della Siria continua il caos, nonostante l’accordo raggiunto tra Russia e Turchia per il pattugliamento congiunto della zona cuscinetto e il ritiro consensuale delle SDF dall’area. C’è un elevato rischio di violenza, sia per la presenza dei militari di Ankara e i loro comportamenti al limite sia per il risorgere di Isis. Tanto che Mosca ha appena deciso di inviare rinforzi nel quadrante. Secondo fonti del ministero della Difesa della Federazione, riprese dalla stampa locale, al più presto verranno schierati nel quadrante altri 276 elementi della polizia militare e vari equipaggiamenti. Si temono, infatti, possibili attacchi soprattutto dallo Stato Islamico. Ciò, grazie al fatto, che durante i bombardamenti dell’operazione Peace Spring sono fuggiti oltre 100 membri Daesh. La conferma viene dall’inviato speciale Usa, James Jeffrey, il quale ha aggiunto anche che non si sa dove siano adesso.

I fuggiaschi Daesh, peraltro, sono tra i jihadisti più pericolosi e si stanno riorganizzando. C’è il rischio che – oltre alle SDF – comincino a prendere di mira anche il SAA, le TAF e le truppe russe

I fuggitivi Isis, peraltro, non sono semplici miliziani. Ma tra i jihadisti più pericolosi. Non a caso erano rinchiusi soprattutto nel carcere delle SDF di al-Chirkin vicino ad Ain Issa. Alcuni miliziani dello Stato Islamico con ogni probabilità si sono diretti a sud e a sud ovest per riunirsi con i loro compagni. Altri, invece, sono rimasti nell’area e si stanno riorganizzando. Sono questi che preoccupano di più sia la Russia sia le forze curde, in quanto operano al confine della buffer zone e quindi colpirli diventa complicato. Sia per le truppe di Damasco (SAA), quelle russe e quelle turche (TAF) sia per Jazeera Storm. Segnali del pericolo crescente si sono già avuti nei giorni scorsi con un incremento esponenziale di attacchi Daesh. Finora IS ha preso di mira solo le SDF e la popolazione locale, ma non è detto che nel prossimo futuro non punti anche altri bersagli.

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