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Siria, la Russia interviene contro Isis a ovest di Deir Ezzor

La Russia interviene a sostegno dell’esercito siriano (SAA) contro Isis a ovest di Deir Ezzor. Damasco aveva chiesto aiuto a Mosca per contrastare le crescenti imboscate dei terroristi

La Russia interviene a sostegno dell’esercito siriano (SAA) contro Isis a ovest di Deir Ezzor. Nelle score ore i caccia della Federazione hanno effettuato una decina di raid nell’area di Faydat Ibn Muwaina nel deserto di Badia. Obiettivo: eliminare una serie di cellule IS, che hanno preso di mira i soldati. Questi, infatti, sono stati attaccati ripetutamente negli ultimi tempi, perdendo oltre 40 uomini. Inoltre, tutte le operazioni effettuate per fermare l’ondata di imboscate si sono rivelate inutili. Di conseguenza, Damasco ha chiesto aiuto a Mosca che si è mossa sia con la componente aerea e d’intelligence sia con quella terrestre. Non a caso, oltre ai raid contro i terroristi, nei giorni scorsi sono arrivati nella provincia diversi assetti russi. Questi si sono schierati nelle basi vicino all’Eufrate e in quelle più interne per migliorare le loro difese e contribuire a respingere eventuali offensive dei terroristi.

Gli attacchi IS contro il SAA si stanno estendendo anche a Homs e si sono intensificati dopo che Damasco ha aumentato il pressing sui miliziani nel triangolo Hama-Aleppo-Raqqa

Peraltro, gli attacchi di Isis contro il SAA si sono estesi da Deir Ezzor a est di Homs. Fonti locali confermano che i soldati siriani hanno appena subito un’imboscata da parte dei jihadisti IS nel deserto di Sokhna. Al momento, però, non è chiaro quale sia stato il bilancio. Di certo c’è, invece, che i raid dei terroristi si sono intensificati con l’aumentare del pressing di Damasco contro i miliziani nel triangolo Hama-Aleppo-Raqqa. Anche in questo caso c’è la partecipazione dei caccia russi, che forniscono supporto aereo ravvicinato (CAS) alle truppe sul terreno ed effettuano bombardamenti sulle postazioni nemiche. D’altronde Isis non è stato ancora sconfitto. Lo ha confermato il generale Kenneth McKenzie, a capo del CENTCOM (il comando militare centrale Usa), il quale ha ricordato all’Emirates Center for Studies and Research che IS in Iraq e Siria ha ancora ha 10.000 combattenti.

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