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Siria, la Russia allenta il pressing sulla Turchia lasciando Saraqeb

Siria, La Russia Allenta Il Pressing Sulla Turchia Lasciando Saraqeb

La Russia ritira a sorpresa le sue truppe da Saraqeb e le dirotta più a sud a Idlib a Maarat Al-Noaman. Segnale per Damasco-Ankara alla viglia dell’incontro a Mosca o semplice sostegno al SAA a sud?

Nuovo cambio di programma nella guerra in Siria tra la Turchia e Damasco: la Russia si ritira da Saraqeb. Le unità della polizia militare (MP) della Federazione hanno lasciato la città contesa e si sono schierate più a sud a Idlib, presso Maarat Al-Noaman. Ciò può avere due significati: o Mosca vuole alleggerire il pressing su Ankara e dare un segnale a Bashar Assad alla vigilia dell’incontro di oggi a Mosca tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan. Oppure, non ritiene che le forze dell’operazione Spring Shield e gli alleati tenteranno azioni per riprenderla a breve. Quindi, sta concentrando gli sforzi nell’area meridionale della provincia per supportare l’avanzata dell’esercito (SAA). Non a caso il centro urbano, porta di accesso tra Idlib e Aleppo, non è stato coinvolto in scontri. Tra Hama e Idlib, invece, è in corso una violenta offensiva del SAA, supportata dai caccia della Federazione.

Erdogan, intanto, continua a minacciare l’UE facendo leva sulla crisi dei migranti. Bruxelles, però, prende tempo in attesa del bilaterale in Russia

Intanto, Erdogan continua a minacciare l’Europa, sfruttando la leva dei migranti. Il presidente turco ha infatti ribadito che l’UE deve fornire sostegno alla “soluzione politica e umanitaria in Siria” se vuole che sia risolta la questione. Di fatto, vuole un endorsement ufficiale sull’operazione Spring Shield e che venga fatto pressing sul regime di Bashar Assad, affinché ritiro le truppe dietro le linee stabilite dagli accordi di Sochi. Inoltre, Ankara pretende che Bruxelles sblocchi parte dei fondi legati all’intesa sui migranti, nonché la liberalizzazione dei visti e migliori accordi doganali. L’Unione Europea, però, prende tempo in attesa del colloquio a Mosca. Putin, infatti, non ha nessuna intenzione di permettere ad Ankara di proseguire le manovre. La Russia, soprattutto ora che l’Iran è fuori dai giochi causa Coronavirus, vuole che Assad riprenda il controllo di tutto il suo territorio e confermarsi come partner principale di Damasco per aumentare l’influenza in Medio Oriente. 

A Mosca si porranno le basi per la tregua. Erdogan dovrà abbassare la testa con Putin ma otterrà comunque la buffer zone al confine con la Siria. Assad potrà conquistare le roccaforti dei miliziani alleati di Spring Shield, ma non riprenderà tutto il territorio. Se ci saranno sorprese, Ankara le pagherà anche in Libia

A Mosca verranno poste le basi per la tregua tra la Turchia e la Siria. Difficilmente Erdogan otterrà di riprendere il territorio previsto dagli accordi di Sochi. Ma comunque manterrà il controllo di una buffer zone lungo i confini tra i due paesi. Assad, invece, potrà riprendere le roccaforti delle milizie jihadiste che combattono al fianco dell’operazione Spring Shield, ma comunque dovrà rinunciare ad alcune aree strategiche. In questo modo Putin riporterà l’equilibrio, sfruttando la grande forza di leva che ha sia su Damasco sia su Ankara, e accrescerà il preso della Russia nella regione. Erdogan, infatti, sa bene che non può tentare sorprese. Se lo facesse, da Mosca arriverebbe una “punizione” molto dura. Non solo nel paese mediorientale, ma anche in Libia. La Turchia sarebbe di conseguenza obbligata ad avvicinarsi alla NATO, ma da una posizione di svantaggio che si tradurrebbe nell’obbligo di sottostare ai suoi regolamenti.

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