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Siria, la nuova strategia dell’Iran: dai reclutamenti alle medicine, passando per gli immobili

La nuova strategia dell’Iran a Deir Ezzor passa dai reclutamenti alle medicine, soprattutto il Rivotril

L’Iran, per espandere la sua presenza in Siria, ha avviato una vera e propria strategia, che tocca diversi settori. Innanzitutto sono state lanciate diverse campagne di reclutamento a Dier Ezzor ed Est di Aleppo. Il loro denominatore comune sono benefit che attraggono la popolazione locale, come l’accesso gratuito alle cure mediche presso le strutture usate dalle milizie pro-Teheran e di altro tipo. Ciò grazie anche al fatto che, soprattutto a Mayadeen e Abu Kamal, mediorientale, la Repubblica islamica ha inviato diversi carichi di medicinali. Alcune di questi, peraltro, sono prodotti direttamente in loco e comunque hanno prezzi competitivi rispetto ai prodotto tradizionalmente in vendita nelle farmacie. Quello più famoso è il “Rivotril”, un ansiolitico venduto senza ricetta come anti-dolorifico. L’effetto collaterale, non comunicato, è che causa forte dipendenza come un narcotico. Non a caso, i gruppi sciiti lo pubblicizzano e facilitano la sua disponibilità.

L’espansione militare dei gruppi sciiti in Siria punta anche Raqqa, Aleppo e Homs

L’altro pilastro dell’espansione iraniana in Siria è prettamente militare. Le basi delle milizie pro-Iran a Deir Ezzor recentemente hanno ricevuto nuove armi e alcuni missili a corto e medio raggio. La fornitura è arrivata dall’Iraq, passando da al-Sekak. Il carico è stato destinato ai gruppi nella provincia e a quelli ad Est di Raqqa. Ad Aleppo, invece, è sorta almeno una nuova base (sulla collina di Habbouba) e ci sono movimenti logistici. A Homs, infine, è stato istituito un presidio dei gruppi para-militari sciiti nei pressi della base aerea T4. La scusa ufficiale è che servono piattaforme avanzate da cui lanciare le operazioni per smantellare la sacca di resistenza dello Stato Islamico nel deserto di Badia.

Ad Hasaka, Rif Dimashq e Ghouta le leve sono commerciali. Dagli appalti di costruzione alle campagne di acquisto immobiliari

Ad Hasaka e Rif Dimashq, invece, le milizie pro-Iran hanno adottato una strategia diversa. Nel primo caso è stata usata la compagnia PFK per firmare un contratto con il ministero delle Risorse Idriche, legato all’istallazione di quattro de-salinizzatori, destinati a fornire acqua potabile nella città del Kurdistan. Ciò ha permesso ai tecnici di Teheran di stabilirsi nella regione in tutta liceità. Nel secondo, infine, i gruppi sciiti che operano nell’area hanno avviato una massiccia campagna per acquistare terreni al confine con il Libano. Soprattutto ad Al-Zabadani e Al-Tufayl. Inoltre, c’è una costante acquisizione di appartamenti di lusso e ville a Budlan. Stesso discorso ad Est Ghouta, dove le forze pro-Iran stanno però sfruttando un intermediario locale: “Abu Yasser al-Bakary”. I luoghi più coinvolti sono Zabdin, Deir al-Assafir, Hatitet al-Turkman, al-Meliha. Peraltro, vengono acquistati anche locali commerciali, parchi ed edifici danneggiati o distrutti da precedenti conflitti.

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