Siria, la jihadista Isis francese Émilie König svela la verità sulle torture SDF

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Émilie König, la terrorista Isis francese più ricercata al mondo, racconta la sua storia nel corso di un interrogatorio

Ecco la storia di Émilie König, la terrorista francese di Isis più ricercata al mondo e catturata recentemente dalle SDF. L’raccontata da lei stessa durante un interrogatorio delle forze a guida curda, che hanno diffuso un video. Nel filmato la giovane jihadista del Daesh, la prima donna a essere inserita Usa nella lista dei terroristi internazionali, dice il suo nome e spiega di essere nata nel 1984 in Francia. Alla domanda su come è entrata nello Stato Islamico, risponde che conobbe Ibrahim, suo marito, su internet. Inoltre, ha aggiunto che decisero di sposarsi dopo essersi visti su Skype. A quel punto partì per la Siria. Volò da Parigi a Istanbul dove vi rimase una notte secondo il suo racconto. Il giorno successivo si recò ad Anteb, nell’area sud est della Turchia. Poi a Kilis e attraversò il confine a Bab al-Salama in direzione di Azzaz.

La jihadista: Dopo essere stata catturata dalle SDF, ho solo subito un interrogatorio; poi mi hanno scattato alcune foto e preso le impronte digitali

La jihadista francese Isis parla della sua cattura da parte delle SDF, avvenuta nel villaggio di Chaddade, nella provincia siriana di Hasaka lo scorso dicembre. Risponde alle denunce di sua madre contro i combattenti curdi, accusati di averla torturata. A proposito, Émilie König, racconta che “dopo l’arresto da parte di YPG sono stata portata al campo profughi di Hol, dove ho ricevuto alcuni aiuti umanitari. Mi sono stati dati un letto, lenzuola, coperte, cibo e tutto ciò di cui avevo bisogno”, aggiunge la miliziana Daesh. A proposito delle presunte violenze, afferma che “ho sentito dire da alcune donne che YPG tortura e picchia chi arresta. Per quanto mi riguarda, mi hanno solo interrogata, scattato alcune foto e preso le impronte digitali. Il tutto è durato una o due ore. Mi hanno dato un rifugio e non ho subito alcun tipo di tortura”, sottolinea l’esponente dello Stato Islamico.

La miliziana Isis: Ho trovato un telefono e chiamato mia madre. Le ho detto di voci circa torture e molestie, non che era capitato a me. E comunque non ne ho mai viste

Émilie König prosegue il suo racconto del periodo post Isis e dopo la cattura spiegando che “quando mi è stato detto che sarei stata spostata in un altro campo, mi sono spaventata molto. Ho trovato un telefono e chiamato mia madre. Le ho detto che qualcuno parla di torture e molestie – sottolinea l’esponente Daesh per chiarire l’equivoco -. Ho raccontato che si dice le YPG torturino e picchino i prigionieri nei loro campi. Non ho affermato che era capitato a me. E comunque io non ne ho mai viste finora – precisa la jihadista dello Stato Islamico -. Ho tutto ciò che serve per me e i miei bambini. Le indagini condotte dalle SDF non sono differenti dai processi nel mio paese, la Francia. Sono difficili da sopportare, ma è un procedimento normale che devo affrontare. Solo domande e risposte”.

La “carriera” di Émilie König all’interno di Isis fino alla sua cattura

Émilie König, dopo essere entrata nelle file di Isis in Siria a 17 anni, aveva cambiato il suo nome in Samra. Secondo diversi media una volta aveva affermato che il niqab era come una seconda pelle. Durante la sua permanenza nel Daesh è diventata una delle più importanti reclutatrici e protagonista di numerosi video di propaganda. Tanto che in molti di essi invocava la jihad armata. Inoltre, è stata accusata di aver istigato amici e familiari a compiere attacchi terroristici sul suolo francese in nome dello Stato Islamico.

Il video dell’interrogatorio di Émilie König, diffuso dalle SDF/YPG, in cui si chiarisce l’equivoco sulle torture e molestie

الإرهاب عندما يتهاوىالإرهابية الفرنسية المطلوبة على قوائم الملاحقين في العالم #إيميلي_كونيجاعتذرت لأمها و للشعب الفرنسي و للحكومة الفرنسية و أظهرت ندمهاالآن تكذب ادعاءات تعذيبها على يد وحدات حماية المرأة YPJ..كل من كان له دور في دمار كوباني سيدفع الثمن

Geplaatst door ‎مصطفى بالي‎ op maandag 8 januari 2018