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Siria, la guerra tra SAA e Isis a Badia entra nel vivo

La guerra tra SAA e Isis a Badia entra nel vivo. I jihadisti IS passano al contrattacco nonostante i raid russi

La guerra tra l’esercito siriano (SAA) e Isis nel deserto di Badia entra nel vivo. I jihadisti IS, dopo aver subito ondate di raid russi e un’offensiva dei militari di Damasco, reagiscono attaccando i soldati ad al-Rahjan, a Est di Hama. Gli scontri sono ancora in corso, anche se sembra che i miliziani abbiano cominciato a ripiegare. Ciò soprattutto grazie all’intervento dei caccia di Mosca, che stanno bombardando l’area per fornire appoggio aereo ravvicinato (CAS) alle truppe sul terreno. Il loro impiego, peraltro, si era già visto in modo massiccio nei giorni scorsi con oltre 170 strike in 72 ore. I terroristi, nonostante ciò, hanno incrementato gli attacchi in tutto il quadrante, passando da una postura difensiva a un’altra offensiva.

Damasco, intanto, aumenta il pressing tra Hama e Idlib. Ma sempre a distanza. Aumentano i tentativi di infiltrarsi delle milizie locali

L’esercito siriano, parallelamente, ha incrementato anche i bombardamenti contro le milizie tra Idlib e Hama. Ciò dopo alcuni tentativi di infiltrarsi da parte dei jihadisti locali. In particolare, il SAA ha preso di mira Al-Faterah, Kansafrah, Sfuhen, Bayanin, Qulaydin e Al-Ankawi (Sahl Al-Ghab). Al momento, però, non si intravede ancora l’annunciata invasione di terra dei soldati per conquistare Barah. La sempre maggior presenza delle forze turche con gli observation point a Zawiya, infatti, ha reso più difficile muoversi. Inoltre, i gruppi sponsorizzati da Ankara sono diventati più aggressivi. Non solo con gli attacchi dell’artiglieria, ma anche con i tentativi di imboscata e di infiltrarsi in territorio nemico. Di conseguenza, Damasco è stata obbligata a combattere a distanza, per non perdere le risorse necessarie a sventare possibili attacchi alle spalle.

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