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Siria, Isis tenta invano nuovi attacchi alle SDF a Deir Ezzor

Siria, Isis Tenta Invano Nuovi Attacchi Alle SDF A Deir Ezzor

Isis prova ancora ad attaccare le SDF a Deir Ezzor, sfruttando una seconda tempesta di sabbia. Jazeera Storm, però, era pronta e lo Stato Islamico è stato respinto su tutta la linea

Isis prova ancora ad attaccare le SDF a Deir Ezzor, sfruttando una seconda tempesta di sabbia che si è verificata poche ore fa. I jihadisti dello Stato Islamico hanno lanciato alcune offensive contro le truppe di Operation Round Up (Jazeera Storm) in diverse zone della provincia siriana. Sia con elementi a bordo di motociclette e mezzi leggeri sia con mortai, cannoni e cecchini. In particolare, i terroristi hanno cercato invano di assumere il controllo delle strade che collegano i campi petroliferi alle città della zona. Soprattutto quelle verso Susah. Le forze arabo-curde, però, non si sono fatte trovare impreparate e hanno respinto le aggressioni, causando diversi morti e feriti tra i miliziani. Alle manovre ha partecipato anche la Coalizione Internazionale, che ha fornito supporto aereo ravvicinato (CAS) ai combattenti sul terreno, bombardando le postazioni e le fortificazioni IS. Ad Hajin, infine, i fondamentalisti hanno ripreso ad arretrare verso il centro.

A Suweida si attendono sviluppi sul possibile scambio di prigionieri tra Damasco e Daesh, mediato dalla Russia

Intanto, l’esercito siriano (SAA) continua a rimanere in stand-by a Suweida, dopo l’accordo raggiunto con Isis grazie alla mediazione russa. Sembra, infatti, che entro le prossime 48 ore ci sarà tra le parti uno scambio di prigionieri. Lo Stato Islamico rilascerà alcuni ostaggi civili catturati il 25 luglio nella zona di Al-Safa. Si parla di 18 bambini e 9 donne. In cambio, saranno liberate alcune detenute femminili nelle carceri di Damasco e delle SDF. Queste dovrebbero essere soprattutto le mogli, le figlie e le sorelle dei jihadisti Daesh. La tensione, comunque, resta alta. Non è detto, infatti, che l’operazione vada a buon fine. A quel punto ricomincerebbero i combattimenti e c’è il rischio che i miliziani giustizino gli ostaggi, come promesso in passato. Tanto che sono in corso sit-in guidati da alcuni capi tribù locali per spingere verso lo scambio.

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