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Siria, Isis tenta di alzare la testa contro le SDF a Deir Ezzor

Isis cerca di rialzare la testa contro le SDF. Crescono gli attacchi contro le forze arabo-curde tra Busayrah, Shahil e Dhiban

Isis tenta di rialzare la testa a est di Deir Ezzor, prendendo di mira le SDF dopo mesi di pressing subito. Nelle scorse ore, un gruppo di miliziani IS ha cercato di attaccare una pattuglia delle forze arabo-curde a Busayrah. Queste, però, hanno reagito mettendo in fuga i jihadisti. Successivamente, è partita una campagna di rastrellamenti nella città siriana, alla ricerca dei membri della cellula terroristica. Il giorno precedente c’era stato un attentato ad Al Sawa e negli ultimi tempi si è registrato un aumento di attacchi-IED in tutta l’area. Non a caso, le truppe locali hanno cominciato a istituire una serie di check point fissi, soprattutto nei tre punti di accesso principali dei jihadisti nella regione: Busayrah, Shahil e Dhiban. Qui, infatti, operano anche i principali network logistici e di sostegno ai terroristi.

Obiettivo: ridurre il pressing del nemico, che opera su due assi: da una parte caccia le cellule e i facilitatori IS; dall’altra i singoli leader con operazioni mirate. Per i jihadisti è a rischio la capacità operativa

Il tentativo di Isis di contrattaccare le SDF a Deir Ezzor nasce dall’esigenza dei jihadisti di ridurre il pressing subito dal nemico. Le forze arabo-curde e Inherent Resolve, infatti, da mesi operano su un doppio binario contro IS. Da una parte danno quotidianamente la caccia alle cellule dei terroristi e alle loro reti di facilitatori, soprattutto lungo l’Eufrate. Dall’altra è in corso da tempo una campagna silenziosa per eliminare o arrestare i leader del gruppo, che ha già portato frutti importanti e che non accenna a fermarsi. I fondamentalisti, infatti, hanno perso numerose figure di rilievo e fondi, che si traduce in una forte penalizzazione della loro capacità operativa nella regione. Inoltre, le autorità irachene hanno avviato una maxi operazione al confine con la Siria, che rischia di chiudere loro una delle principali vie di rifornimento da sud.

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