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Siria, Isis prende di mira i simboli “blasfemi” a Deir Ezzor

Siria, Isis Prende Di Mira I Simboli “blasfemi” A Deir Ezzor

Isis prende di mira i luoghi “blasfemi” nell’Est della Siria. Attacco lampo per un commando dello Stato Islamico a un café a Deir Ezzor

Isis nell’est della Siria attacca i luoghi “blasfemi”. Nelle scorse ore un commando armato a bordo di una motocicletta ha aperto il fuoco contro un café ad Al-Dahla, in provincia di Deir Ezzor, uccidendo una persona e ferendone altre due. Non si tratta di un caso isolato, ma solo dell’ultimo episodio di violenza che vede lo Stato Islamico prendere di mira i simboli del “peccato” e dell’”occidentalizzazione” nell’area. Daesh punta a due obiettivi: da una parte spaventare la popolazione locale, per scoraggiarla dal frequentare luoghi “blasfemi” o adottare comportamenti scorretti. Dall’altra, incutere terrore e far vedere che i jihadisti sono ancora “vivi” e attivi. I miliziani, infatti, sperano così di ottenere sostegno da parte dei civili (soprattutto denaro). Soprattutto in un momento come questo in cui le SDF e Inherent Resolve hanno aumentato il pressing su di loro e, perciò, reperire risorse è sempre più difficile.

Gli attacchi mordi e fuggi sono un ulteriore segno che Daesh è debole. Ha bisogno di risorse ed è a corto di uomini

La modalità di questo tipo di attacchi Isis a Deir Ezzor e nell’Est della Siria è sempre la stessa: mordi e fuggi. Un commando attacca all’improvviso un obiettivo “blasfemo” o nemico, solitamente sparando tra la folla o gettando bombe. Poi, i miliziani dello Stato Islamico fuggono immediatamente, senza portare avanti l’azione. Ciò significa che Daesh è a corto di fondi e uomini, nonché che ha estremo bisogno di recuperare risorse e l’immagine. Infatti, sono impiegati piccoli nuclei, sacrificabili, che non puntano bersagli militari premianti tranne pochi casi. Colpiscono dove possono, cercando di massimizzare gli effetti dell’attacco, soprattutto a livello psicologico. Non a caso, non ci sono state recentemente grosse offensive contro le SDF o Inherent Resolve, ma solo attentati contro unità isolate o contro la popolazione. I terroristi sanno che non avrebbero alcuna possibilità di vittoria. Di conseguenza, scelgono “azioni di sopravvivenza” sperando in tempi migliori.

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