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Siria: Isis perde un altro comandante, ucciso da un drone ad Aleppo

Ucciso un altro comandante Isis, colpito da un drone ad Aleppo. Non ci sono conferme, ma si ritiene sia opera di Internet Resolve che, con le SDF, continua la campagna contro la leadership dello Stato Islamico

La leadership Isis in Siria perde un altro pezzo. Nelle scorse ore, un attacco con droni ha preso di mira un veicolo a nord di Ahtimat (Aleppo), uccidendo tre miliziani dello Stato Islamico. Questi sarebbero un altro comandante e le sue due guardie del corpo. La conferma è stata data sia dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) sia da analisti indipendenti. Non ci sono informazioni né sulla sua identità né su chi sia stato l’autore dello strike. Si ritiene, però, possa essere opera di Inherent Resolve, che da tempo insieme alle SDF ha lanciato una campagna silenziosa per neutralizzare i massimi vertici Daesh nel paese mediorientale. Questa, quando possibile, vede raid congiunti delle forze speciali curde (HAT) e della Coalizione (soprattutto ad Hasaka e Deir Ezzor). In caso contrario (in altre regioni), intervengono i droni che eliminano la minaccia.

Come nei casi precedenti di capi Daesh eliminati, ci sono legami con la Turchia. Questi usano l’area siriana conquistata dalle operazioni delle TAF come base sicura

Il leader Isis ucciso ad Ahtimat è solo l’ultimo di una lunga serie, eliminata dagli strike con i droni. Tutti hanno un elemento in comune: legami con la Turchia. Nell’attacco delle scorse ore, uno dei tre jihadisti morti aveva una carta d’identità rilasciata dal Consiglio di Soran (vicino ad Ankara). Stesso discorso per Fayz al-Akal, ex governatore dello Stato Islamico a Raqqa che ha perso la vita Il 20 giugno ad Al-Bab ed era munito di un documento del consiglio di Ahtarin. Secondo le intelligence, infatti, i miliziani e i comandanti Daesh stanno usando i territori siriani occupati dalle TAF come basi sicure. Ciò in quanto sanno che Inherent Resolve, le SDF o Damasco non possono attaccarli in quell’area. Non a caso, lo stesso sedicente califfo Abu Bakr al-Baghdadi e il portavoce del gruppo, Abu Hassan al-Muhajir, sono stati eliminati al confine tra le due nazioni.

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