Siria, Isis perde altro terreno contro le SDF nella MERV a Deir Ezzor

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Le SDF a Deir Ezzor tolgono altro terreno a Isis nella Middle Euphrates Valley (MERV) e lanciano l’offensiva a Toymeen, roccaforte dello Stato Islamico al confine tra Siria e Iraq

Le SDF a Deir Ezzor tolgono altro terreno a Isis nella Middle Euphrates Valley (MERV), conquistando Al-Sarajiyah e Qabarta (Qabr Taha) lungo il confine tra Siria e Iraq. La vittoria dell’operazione Round Up (Jazeera Storm) è importante, in quanto fa parte di una grande manovra in corso, il cui obiettivo è cacciare lo Stato Islamico dalla sua roccaforte a Toymeen, alla frontiera tra i due paesi. Intanto, si è conclusa a Raqqa l’azione delle forze arabo-curde per neutralizzare le cellule dormienti del Daesh. I raid nella ex capitale dei jihadisti si sono conclusi con diversi arresti e sequestri di armi. Sia portatili sia anti-carro. Parallelamente all’offensiva sul terreno, i caccia iracheni e di Inherent Resolve, hanno continuano a mantenere ai massimi livelli il pressing sui miliziani, grazie a una serie di bombardamenti. Dal 25 giugno al 1 luglio solo la Coalizione ne ha effettuati 20 sulla provincia orientale.

L’esercito di Damasco (SAA), con la mediazione russa, tratta per una tregua a Daraa. Se ci sarà un accordo, Daesh a Tasil rischia di scomparire in breve

Intanto, l’esercito siriano (SAA) sta trattando con le milizie locali a Daraa – con la mediazione russa – per riavviare il cessate il fuoco. L’obiettivo, come avvenuto altrove nel paese mediorientale, è trovare un accordo affinché i jihadisti di hayat Tahrir al-Sham (HTS) e gli altri jihadisti consegnino la provincia a Damasco in cambio della vita. Questi, con ogni probabilità, verrebbero trasferiti a Idlib insieme alle loro famiglie. Se ciò dovesse avvenire, i danni maggiori li subirebbe Isis. Lo Stato Islamico, infatti, nel quadrante ha un presidio a Tasil, al confine con la Giordania. In caso di accordo, Daesh diventerebbe il primo bersaglio dei soldati, in grado di sconfiggerli agilmente. Di conseguenza, perderebbe non solo uno degli ultimi 5 presidi in Siria. Ma anche l’unico accesso all’estero. Il resto delle sacche di resistenza – da Suweida al deserto di Badiya (Badia) a Homs, passando per Deir Ezzor – sono, infatti, isolate e circondate.