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Siria, Isis nel caos a Deir Ezzor anche per “colpa” dei Sand Hippos

Siria, Isis Nel Caos A Deir Ezzor Anche Per “colpa” Dei Sand Hippos

Aumenta il terrore tra i vertici Isis a Deir Ezzor: si moltiplicano le esecuzioni di presunte spie, civili o tra i jihadisti, che avrebbero aiutato le SDF e i Sand Hippos. Anche durante le tempeste di sabbia

Tra i miliziani Isis a Deir Ezzor cresce il terrore verso possibili attacchi interni, soprattutto da parte dei Sand Hippos, dopo i ripetuti attacchi in massa contro le SDF durante le tempeste di sabbia e i rapimenti di profughi civili dal campo di Al-Bahra. I jihadisti dello Stato Islamico vedono nemici ovunque, anche all’interno dei territori controllati e tra i loro stessi compagni. Lo confermano le ultime esecuzioni di cittadini avvenute a Sha’Fah con l’accusa di spionaggio. Prima di queste, i vertici Daesh avevano fatto giustiziare altri abitanti locali e miliziani ad Hajin e Susah. I terroristi temono che il gruppo misterioso non si limiterà solo a eliminare comandanti di vari livelli. Ma che fornirà sostegno anche per la liberazione degli ostaggi. Come avvenuto in occasione degli ultimi attacchi ai combattenti siriani di Operation Round Up (Jazeera Storm).

Le operazioni dei Sand Hippos a sostegno di Jazeera Storm durante gli ultimi attacchi dello Stato Islamico e la campagna di sparizioni mirate di comandanti Daesh nei loro territori stanno facendo crescere psicosi tra i jihadisti. E la situazione peggiorerà ancora

I Sand Hippos, infatti, hanno neutralizzato alcuni sistemi d’arma Isis, che prendevano di mira le SDF e i caccia della Coalizione Internazionale durante le tempeste di sabbia. Lo hanno fatto come sempre in silenzio e senza lasciare tracce, se non il loro consueto marchio sui rottami. Inoltre, il gruppo misterioso continua a colpire i capi di medio livello dello Stato Islamico all’interno delle città controllate dai jihadisti. Questi elementi hanno messo ulteriormente in allarme i vertici Daesh, che effettuano periodici rastrellamenti alla ricerca delle presunte spie, le quali aiuterebbero il nemico fornendogli informazioni e supporto logistico. Non si guarda in faccia a nessuno, civili o miliziani. Al minimo sospetto vengono effettuati duri interrogatori e processi sommari, che nella maggior parte dei casi terminano con l’esecuzione degli accusati. Secondo fonti locali, il panico si acuirà ancora nel prossimo futuro, con la ripresa a pieno ritmo dell’offensiva SDF nella provincia siriana.

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