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Siria, Isis continua ad approfittare dell’offensiva della Turchia per espandersi

Siria, Isis Continua Ad Approfittare Dell’offensiva Della Turchia Per Espandersi

Daesh approfitta dell’offensiva turca a nord per cercare di espandersi in Siria. I miliziani dello Stato Islamico attaccano da Homs a Deir Ezzor, passando per Raqqa e Hasaka. Inoltre, le Isis Brides organizzano una rivolta nel campo di Al-Hol

Isis continua a cercare di espandersi nel centro e nell’est della Siria, approfittando dell’offensiva turca in corso a nord. I miliziani dello Stato Islamico hanno effettuato una serie di attacchi indiscriminati in tutta la regione, da Homs a Deir Ezzor, passando per Raqqa e Hasaka. Nella prima provincia i jihadisti hanno ucciso 17 soldati dell’esercito di Damasco (SAA) verso Soukhna, mentre nella seconda hanno colpito una base delle milizie pro-Iran ad Abu Kamal. Nella terza, invece, elementi Daesh hanno lanciato un attacco a Mansoura, respinto dopo alcune ore dalle SDF. Nell’ultima, invece, c’è stato un tentativo di evasione dal campo di Al-Hol, che ospita 12.000 membri IS e circa 80.000 familiari. Alcune mogli dei terroristi hanno attaccato le guardie e dato fuoco alle tende. Inoltre, hanno cercato di fabbricare ordigni artigianali. La sicurezza è intervenuta bloccando la rivolta, ma alcune “Isis brides” sono riuscite a fuggire.

Anche Ankara fornisce allo Stato Islamico aiuti inaspettati, bombardando la prigione di al-Chirkin. La struttura ospita i più pericolosi jihadisti Daesh

Ormai che l’offensiva della Turchia in Siria stia fornendo grandi vantaggi a Isis è un fatto assodato. Sia perché le manovre hanno costretto il grosso delle SDF a dirigersi a nord, riducendo la vigilanza e sicurezza nella regione orientale, sia perché gli stessi soldati di Ankara fanno regali inaspettati ai jihadisti dello Stato Islamico. L’ultimo è stato il bombardamento sul carcere di al-Chirkin, vicino ad Ain Issa, che non si sa quali effetti abbia prodotto sulla struttura. Ciò che è certo, invece, come ha affermato il portavoce di Jazeera Storm Mustefa Bali, è che la prigione ospita gli elementi Daesh più pericolosi. Se questi riuscissero a fuggire, potrebbero riunirsi con i loro compagni più a sud e aumentare drasticamente il livello di minaccia terroristica in tutto il paese.

Intanto è guerra lungo tutto il confine tra la Turchia e la Siria nord-orientale. Ankara attacca con la componente aerea e l’artiglieria, sfruttando l’FSA sul terreno. Le SDF rispondono ai bombardamenti e adottano tattiche di guerriglia per rallentare il nemico

Intanto, la Turchia continua con l’offensiva a nord della Siria che finora è stata soprattutto aerea e di artiglieria. L’esercito di Ankara (TAF), infatti, finora non ha varcato i confini. Gli unici che operano all’interno del paese vicino sono piccoli distaccamenti di forze speciali, che identificano le coordinate dei bersagli da colpire, e la milizia alleata del Free Syrian Army (FSA). Le SDF curde rispondono bombardando il nemico e con attacchi mirati contro assetti “pregiati” turchi: dai droni ai carri armati. Inoltre, in molti villaggi sono state bruciate i pneumatici per far alzare una fitta cortina di fumo nero e ostacolare i movimenti delle TFA. La linea di scontro, comunque, è ovunque sul confine. Sia all’interno sia all’esterno della Siria. 

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