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Siria, Isis come previsto, attacca il SAA ad Abu Kamal

Siria, Isis Come Previsto, Attacca Il SAA Ad Abu Kamal

Isis, come previsto, lancia un attacco in massa contro l’esercito siriano (SAA) ad Abu Kamal. Obiettivo: aprire una rotta verso l’Iraq, che passa a sud di Deir Ezzor. Probabilmente ci saranno nuovi blitz dei miliziani a breve

Come era prevedibile, Isis ha attaccato in massa le postazioni dell’esercito siriano (SAA) e delle milizie alleate ad Abu Kamal. I miliziani dello Stato Islamico stanno cercando di aprire una nuova rotta verso l’est di Deir Ezzor, in un’area vicina al confine con l’Iraq. Arrivarvi è strategico, in quanto permetterebbe ai miliziani di poter attraversare il confine se ingaggiati dalle SDF di Jazeera Storm. Il blitz era nell’aria da tempo ed è stato preceduto da un incremento di offensive Daesh contro il SAA nelle città lungo l’Eufrate. Infatti, i soldati negli ultimi giorni hanno ricevuto rinforzi in tutti i principali centri abitati del quadrante. Grazie a ciò, sono riusciti a mantenere le linee difensive e a respingere l’attacco. Non è escluso, però, che prossimamente non ci siano altri tentativi di infiltrazione da parte dei jihadisti. 

Le SDF di Jazeera Storm, intanto, continuano la caccia alle cellule Daesh. Sia sulla Shaddadi Road (Busayrah, Shahil e Dhiban) sia all’interno verso Raqqa e Hasakah

Intanto, le SDF continuano la caccia alle cellule Isis a est di Deir Ezzor. Sia sulla Shaddadi Road (Busayrah, Shahil e Dhiban), che costeggia l’Eufrate, sia all’interno verso Raqqa e Hasakah. L’ultima operazione di Jazeera Storm non ha portato solo alla cattura di oltre 30 miliziani dello Stato Islamico, ma anche alla scoperta di numerose informazioni “preziose”. Ciò ha fatto sì che le manovre proseguissero verso altre destinazioni nella provincia siriana, dove si ritiene si siano nascosti alcuni gruppi Daesh. Questi sarebbero i responsabili di numerosi attacchi contro le forze arabo-curde e la popolazione, soprattutto mediante l’uso di bombe e IED. I terroristi, infatti, sono a corto di forze e risorse. Di conseguenza, sono passati a una strategia di guerriglia “a distanza”, come quella che caratterizzò l’Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein nel 2003.

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