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Siria, Isis cerca di riorganizzarsi partendo dal campo di Al-Hol

Siria, Isis Cerca Di Riorganizzarsi Partendo Dal Campo Di Al-Hol

Isis sta cercando di riorganizzarsi nell’Est della Siria, partendo dal campo di Al-Hol e usando le donne come veicolo di radicalizzazione e terrore

Isis tenta di riorganizzarsi nell’Est della Siria, partendo dal campo di Al-Hol vicino Hasaka. Nelle scorse ore le SDF sono dovute intervenire per fermare un tentativo di attacco dall’interno della struttura, lanciato dalle donne (mogli) dei foreign fighters dello Stato Islamico. Queste hanno cercato di sottrarre le armi alle guardie e hanno preso alcuni operatori di Medici Senza Frontiere (MSF) come ostaggi. A seguito di ciò. c’è stata una sparatoria che ha causato la morte di alcune di loro. Le forze di Jazeera Storm, infatti, hanno dovuto sigillare la sezione “migranti” del campo ed effettuare un raid all’interno, che ha portato a una cinquantina di arresti. Nell’area era stato istituito una sorta di tribunale della Sharia al femminile, con tanto di punizioni corporali per chi violava le leggi coraniche e predicatrici Daesh effettuavano opera di radicalizzazione.

Le mogli dei foreign fighters dello Stato Islamico “dettano” legge all’interno del campo e la applicano, anche con la pena di morte, verso le “apostate”

Non è la prima volta che le SDF sono costrette a intervenire nel campo di Al-Hol per fermare tentativi di rivolta di simpatizzanti Isis. Recentemente, però, la situazione è peggiorata. Soprattutto dal versante femminile. Nei giorni scorsi alcune donne sono state picchiate duramente da miliziane dello Stato Islamico, in quanto non si erano unite alla lettura obbligatoria delle regole della Sharia, imposta a tutte le rappresentanti femminili che vivono nell’area “migranti” del campo. Altre, invece, sono state frustate o addirittura uccise per diversi motivi. Dal rifiuto di indossare i vestiti tradizionali al ribellarsi alle donne-leader Daesh. Inoltre, le mogli dei jihadisti vietano ai figli di andare nelle 16 scuole del campo e nei luoghi di aggregazione dove ci sono gli “apostati”. Di fatto, gli interventi per riportare la sicurezza si stanno moltiplicando e si teme che prima o poi qualche focolaio possa trasformarsi in un incendio.

Il campo di Al-Hol è diviso in otto settori, ma la radicalizzazione al femminile è in crescita nonostante tutte le iniziative per sradicare l’ideologia Daesh

Il campo di Al-Hol è oggi diviso in otto settori, separati da muri e da una stretta vigilanza delle SDF. In quelli uno, due e tre ci sono i rifugiati iracheni fuggiti dagli attacchi Isis a Mosul del 2014. Il quarto, invece, ospita gli sfollati siriani provenienti da Aleppo, Homs, Deir Ezzor, Idlib, Raqqa e Tabqa. Nel quinto, sesto e settimo vivono le famiglie dei foreign fighters dello Stato Islamico e nell’ottavo, quello dei “migranti”, i miliziani Daesh stranieri. La separazione tra questi ultimi settori, però, è meno rigida rispetto agli altri. Non sono infrequenti, infatti, contatti tra i jihadisti e le loro famiglie, nonostante la sicurezza interna. I responsabili della struttura lavorano per bloccare la radicalizzazione e la diffusione dell’ideologia IS con varie iniziative. Ma le predicatori sembrano avere più effetto sul terreno e possono contare su una rete di complicità e omertà, difficile da contrastare. 

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