Siria, Isis attaccato ad Abu Hamam e Al-Kushkiyeh. Rispunta al-Baghdadi

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Cizire Storm attacca Isis nei 2 centri abitati a ovest dell’Eufrate e prosegue la bonifica di Raqqa

Le SDF a Deir ez-Zor hanno lanciato un attacco a distanza contro Isis ad Abu Hamam e Al-Kushkiyeh. Lo hanno fatto bombardando Daesh nelle due località, in previsione di invadere i villaggio del clan Shaitat nella regione. Le manovre hanno preso il via dopo un paio di giorni di stop dell’operazione Cizire Storm (Al Jazeera). In questo periodo i combattenti siriani hanno riorganizzato le forze per proseguire l’offensiva a sud della provincia, verso il confine con l’Iraq, sul versante orientale dell’Eufrate. Intanto, proseguono le operazioni di bonifica di Raqqa dagli ordigni e mine, collocati dai miliziani. Nelle scorse ore è stato dichiarato libero il secondo quartiere della ex capitale del Califfato: Al Tayyar. Tanto che agli abitanti locali è stato permesso di tornare alle loro case. Questi, però, a causa della distruzione diffusa nelle operazioni anti-Isil, hanno chiesto l’apertura di un ambulatorio e di una scuola.

Raid aerei dell’esercito siriano su Salhiya, in previsione di un’offensiva di terra

Parallelamente, l’esercito siriano (SAA) sta conducendo una campagna di raid aerei contro Isis nella zona sud della provincia di Deir ez-Zor, vicino al confine con l’Iraq. Nelle ultime ore sono stati effettuati raid su Salhiya, vicino ad Sbu Kamal (Al Bukamal). Obiettivo delle azioni è indebolire le difese del Daesh, in previsione di una imminente offensiva di terra. Inoltre, si punta a mantenere molto elevata la pressione sullo Stato Islamico nel quadrante, per impedirgli di reagire all’avanzata nemica. L’idea, infatti, è lanciare quanto prima manovre per sconfiggere definitivamente Isil in Siria nella Middle Euphrates Valley (MERV).

Al-Baghdadi è vivo, ma ferito, si sposta vivendo come un “topo” al confine tra Siria e Iraq

Le manovre nella Middle Euphrates Valley contro Isis sono diventate ancora più urgenti dopo le ultime indiscrezioni diffuse dall’esercito iracheno. In zona, infatti, è riapparso il leader Daesh Abu Bakr al-Baghdadi. Secondo fonti militari il Califfo è vivo, anche se ferito, e si sposta continuamente nella zona desertica alla frontiera tra i due paesi. Vivrebbe come un “topo”, nascondendosi in rifugi remoti e muovendosi di continuo. Soprattutto di notte, per ridurre i rischi di essere rilevato. Nell’area, inoltre, ci sarebbe un gruppo di miliziani. Si parla di decine di elementi dello Stato Islamico. Non è chiaro se sia insieme al Califfo o se agisca indipendentemente. Di fatto, l’opportunità di porre fine definitivamente alla sua latitanza è un’occasione molto ghiotta. Sia sul versante siriano sia su quello iracheno. Di conseguenza, in entrambe le nazioni le offensive nell’area hanno subito recenti accelerazioni.