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Siria, Isis a Deir Ezzor è vittima della teoria del contrappasso

Siria, Isis A Deir Ezzor è Vittima Della Teoria Del Contrappasso

Isis a Deir Ezzor sta subendo quanto ha fatto patire alle sue vittime in Iraq e Siria. Infatti, continuano le rese di massa Daesh anche grazie al pressing di Jazeera Storm e della Coalizione

Isis a Deir Ezzor sta subendo lo stesso trattamento che ha riservato ai civili tra la Siria e l’Iraq negli ultimi anni: la deportazione e il ricovero forzato presso tende di fortuna. Lo confermano le foto che circolano sul web e che ritraggono miliziani dello Stato Islamico ammassati nei camion di Jazeera Storm, diretti ai centri di detenzione. Per i jihadisti Daesh non è migliore la situazione nella tendopoli tra Wadi Ali e Harse. Tutti gli averi sono stipati sotto teli e scialle, usati come riparo, insieme a pentole ormai vuote. I fondamentalisti, infatti, hanno finito il cibo e allontanare le loro famiglie non è bastato per recuperare le risorse necessarie a sopravvivere. Non è un caso, infatti, che le rese di massa nei ranghi IS proseguano. Ciò è dovuto anche grazie al pressing delle forze arabo-curde e della Coalizione Internazionale, che stanno distruggendo la rete di tunnel nell’area.

I miliziani dello Stato Islamico a Baghuz Fawqani, chiusi tra i tunnel e la tendopoli, stanno sperimentando la teoria del contrappasso: vivono nel terrore, mangiando scarti. La differenza, però, è che le SDF una volta prigionieri li trattano da esseri umani

Perciò, anche Isis è stato vittima della teoria del contrappasso. Ora sono gli stessi miliziani dello Stato Islamico a dover sopportare quanto hanno subito ingiustamente gli abitanti di Iraq e Siria. Marce forzate all’aperto, vivendo nel terrore di essere uccisi e mangiando scarti di ciò che una volta era cibo. Con una differenza sostanziale, però. Le SDF riservano ai prigionieri un trattamento umano e rispettoso. Li curano e li nutrono. Inoltre, negli interrogatori non li torturano a morte. Li trattano da esseri umani, cosa che Daesh non ha mai fatto verso quello che veniva definito il “bottino di guerra”. Soprattutto le donne e i bambini, venduti al mercato degli schiavi o trasformati in “soldati” dopo un accurato lavaggio del cervello. 

Alcune immagini della tendopoli Daesh, che circolano sui social media

I miliziani dello Stato Islamico stipati nei camion delle SDF, diretti verso i centro di detenzione a Deir Ezzor

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