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Siria, Isis a Deir Ezzor attacca le SDF dalle moschee e usa i civili come scudi umani

Siria, Isis A Deir Ezzor Attacca Le SDF Dalle Moschee E Usa I Civili Come Scudi Umani

Isis a Deir Ezzor usa le stesse tattiche impiegate nel nord Iraq: attacca le SDF dalle moschee. Lo Stato Islamico usa anche i civili come scudi umani

Isis a Deir Ezzor sta usando le stesse tattiche impiegate in Iraq per resistere all’offensiva delle SDF, usando i civili come scudi umani. I miliziani dello Stato Islamico si nascondono all’interno delle moschee, da cui poi lanciano attacchi contro i combattenti siriani di Operation Round Up (Jazeera Storm). La conferma viene dalla Coalizione Internazionale. Il colonnello Sean Ryan ha twittato che i miliziani “continuano a lanciare attacchi dalle moschee, senza riguardi per le vite innocenti e per i siti”. Inherent Resolve “ha condotto uno strike presso postazioni Daesh presso la moschea di Susah”. I terroristi fecero altrettanto soprattutto nella zona nord del paese vicino – da Mosul a Tal Afar – durante la battaglia che portò alla loro sconfitta. Si nascosero all’interno dei luoghi di culto, soprattutto nelle ore e nei giorni di preghiera, per colpire il nemico sapendo che questo avrebbe potuto rispondere in maniera limitata per proteggere i civili.

Le tattiche Daesh, però, non sembrano funzionare. Jazeera Storm avanza verso Sha’Fah e Hajin, dove si combatterà la battaglia finale per il controllo della Middle Euphrates Valley (MERV)

La tattica Isis, però, non sta funzionando a Deir Ezzor. Tanto che poche ore fa Susah è stata dichiarata completamente libera dallo Stato Islamico e Marashidah lo sarà molto presto. I miliziani Daesh, infatti, si trovano ancora in piccole sacche di resistenza nella città, isolate e circondate dalle SDF. Inoltre, Jazeera Storm ha cominciato ad avanzare verso Sha’Fah, una delle ultime due roccaforti dei terroristi nella Middle Euphrates Valley (MERV) insieme ad Hajin. Qui i terroristi combatteranno con ogni probabilità la loro battaglia finale per la sopravvivenza nella provincia siriana, sfruttando ogni tattica o trucco, usando soprattutto la fitta rete di tunnel sotto il centro abitato e i civili come scudi umani, per cercare di resistere il più a lungo possibile.

Il Tweet del colonnello Ryan (che successivamente ha corretto la località da Sha’fah a Susah)

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