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Siria, il SAA continua a subire imboscate da Isis nel deserto di Badia

L’esercito siriano (SAA) continua a subire imboscate da Isis nel deserto di Badia. L’ultima è appena avvenuta a est di Mayadeen e ha visto 11 militari uccisi, tra cui il generale Bashir Ismail. Il SAA tra Homs e Deir Ezzor è sotto attacco dei jihadisti da marzo del 2019

L’esercito siriano (SAA) continua a subire imboscate da Isis nel deserto di badia al-Sham a Deir Ezzor. L’ultimo, avvenuto nei pressi di Faydat Ibn Muwayne’ a Est di Mayadeen, è costato la vita a undici militari, tra cui il generale Bashir Ismail. Secondo fonti locali, un convoglio del SAA stava effettuando una perlustrazione del quadrante quando improvvisamente è stato attaccato dai jihadisti IS, che hanno anche ferito 17 soldati. Le forze regolari hanno reagito, cominciando a bombardare i miliziani con l’artiglieria, ma questi erano già fuggiti. L’episodio è solo l’ultimo di una lunga serie, cominciata da marzo del 2019 e che ha visto le truppe di Damasco continuare a subire raid, senza riuscire a eliminare la minaccia e subendo perdite ingenti. Finora, infatti, sono stati uccisi almeno 986 membri del SAA o milizie alleate nella provincia siriana e nella vicina Homs.

Intanto, a ovest dell’Eufrate, le SDF catturano una cellula IS nell’area di Tal Tamis (Qamishli). La partecipazione di Inherent Resolve alle manovre e la mancanza di informazione sui terroristi arrestati fanno pensare che si tratti di personaggi di alto livello

Intanto, le SDF a ovest dell’Eufrate hanno catturato una cellula di due jihadisti ISIS nell’area di Tal Tamis (Qamishli) in un’operazione in cooperazione con Inherent Resolve. Sulla loro identità o ruolo non sono stati forniti dettagli, segno che probabilmente si tratta di figure importanti all’interno di IS. Il raid fa parte delle manovre mirate delle forze curde e della Coalizione per neutralizzare la leadership dei terroristi nell’Est della Siria. Queste sono uno dei tre pilastri su cui si basa la strategia contro il gruppo. Gli altri due sono colpire le reti logistiche e di supporto ai fondamentalisti, nonché ridurre la loro capacità operativa distruggendo le cellule responsabili deli attacchi. Le tre attività proseguono parallelamente, ma sono complementari tra loro.

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