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Siria: il SAA bombarda i ribelli a Idlib, ma è solo un pressing “locale”

L’esercito siriano (SAA) ha ripreso a bombardare a sorpresa i ribelli e le milizie a sud di Idlib. Ma si tratta soprattutto di propaganda verso l’Iran, in quanto Zarif è appena volato a Damasco

L’esercito siriano (SAA) ha ricominciato a sorpresa a bombardare i ribelli e le milizie a Idlib. Nelle scorse ore ci sono stati diversi attacchi a Benin, Afes, Al-Salihiya e Maarbelet nel sud della provincia. La nuova offensiva ha coinciso con l’arrivo a Damasco del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, il quale ha incontrato il presidente Bashar Assad. Con buona probabilità le manovre non sono il preludio a un’invasione di terra. Ma più che altro sono avvenute a “uso e consumo” dell’alleato. Per far vedere che il coronavirus non ha fermato la guerra alle forze anti-governative. Non a caso, non ci sono stati movimenti del SAA nell’area, ma solo tiri da lontano. L’accaduto, però, ha allarmato la Turchia, che ha immediatamente fatto decollare diversi droni per monitorare l’evolversi della situazione.

Assad oggi non ha alcun interesse a colpire a fondo le milizie a Idlib, in quanto la guerra tra HTS e il FSA sta indebolendo la Turchia. Di conseguenza, nessun attacco sulla M4, ma solo a sud della provincia siriana

La strategia di Assad è mantenere una sorta di pressing formale sui nemici a Idlib, attaccandoli periodicamente ma solo da distanza di sicurezza e usando il SAA per non perdere il territorio acquisito negli ultimi mesi. Damasco al momento non ha alcun interesse a sconfiggere le milizie. Ciò in quanto tra quelle di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e i supporter del Free Syrian Army (FSA) è in atto una guerra, che sta indebolendo progressivamente la Turchia. HTS, infatti, osteggia apertamente le pattuglie joint TAF-Russia sulla M4, minacciando attacchi se i convogli si addentreranno all’interno della provincia siriana. Il gruppo, inoltre, è legato al Wahhabismo ed è contro i Fratelli Musulmani, a cui fa capo il FSA. Di conseguenza, è doppiamente pericoloso per Ankara. Il governo siriano lo sa bene e volontariamente attacca solo a sud, evitando di puntare bersagli sulla M4 da Saraqeb (al confine con Aleppo).

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