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Siria, il gruppo Isis a Badia Al-Sham potrebbe tentare la fuga in Iraq

Siria, Il Gruppo Isis A Badia Al-Sham Potrebbe Tentare La Fuga In Iraq

Il maxi gruppo Isis nel deserto di Badia al-Sham potrebbe tentare la fuga verso l’Iraq. A nord l’esercito siriano (SAA) ha lanciato una maxi offensiva contro HTS a Idlib e a est ci sono le SDF. Quindi, l’unica rotta possibile è a sud. Baghdad invia le PMF ad Anbar per blindare i confini

C’è il rischio che il grande gruppo Isis, presente nel deserto di Badia Al-Sham tra Homs e Deir Ezzor, voglia dirigersi in massa a sud verso il confine con l’Iraq. Lo ha rilevato l’intelligence di Baghdad, che ha inviato quattro brigate delle milizie Hashd al-Shaabi (PMF) a condurre un’operazione nell’area ovest della provincia di Anbar. Obiettivo delle manovre: bonificare le frontiere dalla presenza di elementi dello Stato Islamico e prevenire possibili azioni di avvicinamento dal paese vicino. Per i miliziani Daesh, infatti, è impossibile puntare a nord a seguito del fatto che Damasco ha lanciato una maxi offensiva a Idlib contro Hayat Tahrir Al-Sham (HTS). A est dell’Eufrate, invece, la regione è blindata dalle SDF di Jazeera Storm che stanno conducendo una caccia all’uomo sistematica contro le cellule dormienti dei jihadisti. Di conseguenza, l’unica via d’uscita è quella a sud.

Lo Stato Islamico deve lasciare la zona tra Homs e Deir Ezzor al più presto. Soprattutto se è vero che ospita il Califfo Abu Bakr Al-Baghdadi. I “sopravvissduti” Daesh potrebbero puntare all’Africa o all’Asia. In ogni caso, comunque, dovranno passare da Iraq e Arabia Saudita o Giordania

D’altronde, Isis deve fare presto ad allontanarsi dal deserto di Badia Al-Sham. Soprattutto se, come affermano diverse voci, il leader Abu Bakr Al-Baghdadi ha trovato rifugio presso il gruppo. Per lo Stato Islamico, infatti, ci sono pericoli crescenti di un’offensiva dell’esercito siriano (SAA) o di attacchi di altro genere. Ciò a seguito del nuovo video del Califfo, che le intelligence stanno analizzando per valutarne l’autenticità. Se fosse confermata, sicuramente aumenterebbero gli sforzi internazionali per scovare ed eliminare il fondatore di Daesh, che coinvolgerebbero anche i “sopravvissuti”. Quindi, bisogna andare altrove. O in Africa o verso l’Asia. E in entrambi i casi c’è una direzione obbligata: quella che dalla Siria porta all’Iraq per arrivare in Arabia Saudita o in Giordania. Nel primo caso, poi, passa dal Sudan. Nel secondo, dal Pakistan.

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