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Siria, i miliziani pro-Turchia prendono di mira la Russia in Kurdistan

I miliziani pro-Turchia prendono di mira la Russia in Kurdistan. I Guardiani della Religione attaccano una base di Mosca a nord di Raqqa

I miliziani pro-Turchia in Siria cominciano a prende di mira la Russia. Nei giorni scorsi una pattuglia dei soldati della Federazione era stata attaccata. Poi, un commando dei Guardiani della Religione (Horas al-Din) compiuto un attentato contro una base di Mosca a nord di Raqqa. La struttura, però, era fortificata e di conseguenza ha resistito all’esplosione di un veicolo imbottito di esplosivo. Secondo fonti locali, i jihadisti si erano nascosti in alcuni villaggi nell’area di Ain Issa, da cui poi sono fuggiti dopo il fallimento dell’operazione. Il bilancio dell’attacco è contrastante. Alcuni media riportano che ci sarebbero state “causalties” tra le forze russe. Altri, invece, che non risultano morti o feriti. Ora si attende la risposta di Mosca che, con ogni probabilità, avverrà tramite l’intensificazione dei raid aerei a Idlib e in tutto il nord del paese mediorientale.

Horas al-Din, tradizionalmente legato ad al-Qaeda e che opera a Idlib, ha attaccato la Russia nel Kurdistan siriano da Ain Issa. Il gruppo ora agisce come braccio armato di Hayat Tahrir al-Sham (HTS)?

Il dato interessante è che tradizionalmente i terroristi di Horas al-Din, nati da un gruppo di miliziani che si era dissociato da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), operano a ovest di Idlib e solo occasionalmente tra Hama e Latakia. Inoltre, finora, non si erano mai spinti così a est fino al Kurdistan. Di contro c’è il fatto che recentemente sembra sia scemata la guerra interna tra i Guardiani della Religione e HTS. Questi ultimi, infatti, non solo non arrestano più i membri del gruppo rivale, ma hanno anche cominciato a scarcerarli. Ciò fa pensare a una sorta di accordo tra le due formazioni, in cui la prima è diventata una delle braccia armate della seconda, che coordina le forze para-militari pro-Turchia. In questo caso si spiegherebbe l’attacco ai soldati russi e la presenza del commando ad Ain Issa, legata ai tentativi di Ankara di espansione attraverso la M4.

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