skip to Main Content

Siria, I miliziani Isis prigionieri delle SDF temono il coronavirus

Siria, I Miliziani Isis Prigionieri Delle SDF Temono Il Coronavirus

I miliziani Isis hanno paura del coronavirus. Lo conferma un tentativo di evasione dei jihadisti dello Stato Islamico da un carcere delle SDF di Hasaka per la paura di essere contagiati

I miliziani Isis, prigionieri delle SDF in Siria, hanno paura del coronavirus. La conferma viene da un tentativo di evasione da un carcere delle forze arabo-curde a Ghweran (Hasaka), in cui sono rinchiusi circa 5.000 jihadisti dello Stato Islamico e dovuto proprio al timore dei contagi. Questi, prima hanno esposto lenzuola con messaggi diretti a Inherent Resolve e alle organizzazioni umanitarie. Poi, hanno assunto il controllo del piano terra della struttura e distrutto muri interni e porte. In un primo tempo si pensava che alcuni di loro fossero riusciti ad allontanarsi. Poi, però, la notizia è stata smentita da fonti militari. Nel frattempo, la rivolta all’interno della prigione è stata sedata dalle forze anti-terrorismo locali, mentre assetti internazionali vigilavano all’esterno per intercettare eventuali fuggitivi Daesh. La situazione, comunque rimane tesa e sono in arrivo rinforzi alle SDF presso tutti i campi nel quadrante: da Hasaka a Deir Ezzor.

Intanto, la Turchia “testa” il terreno a Idlib per nuove pattuglie joint con la Russia sulla M4

Intanto, la Turchia ha effettuato un nuovo pattugliamento sulla M4 aa Idlib, sempre senza la Russia. Le TAF hanno percorso il tratto di autostrada che va da Saraqeb a Masibin, dove nei giorni scorsi Ankara aveva inviato rinforzi. L’obiettivo è “testare” il terreno prima di organizzare una nuova attività congiunta con la Federazione. Mosca, infatti, prima di muovere le sue truppe vuole avere la certezza che i convogli non subiscano attacchi. Inoltre, ha intimato al governo di Recep Tayyip Erdogan di velocizzare le operazioni per mettere in sicurezza la strada. Non a caso, la Turchia ha creato presidi fissi a Masibin e Kufayr. Inoltre, potrebbe spostare truppe anche a Muhanbai o ad Arihah, in modo da aumentare la deterrenza contro possibili raid delle milizie. Resta, però, da capire come queste si comporteranno quando anche gli assetti russi, considerati nemici giurati, entreranno nella provincia. La diplomazia parallela di Ankara funzionerà?

Back To Top