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Siria, i miliziani Isis fuggiti dalle prigioni a Nord puntano Idlib e Deir Ezzor

Siria, I Miliziani Isis Fuggiti Dalle Prigioni A Nord Puntano Idlib E Deir Ezzor

I miliziani Isis, fuggiti dalle carceri delle SDF a nord grazie all’offensiva turca, puntano verso Idlib o Deir Ezzor. Le forze curde ne hanno già catturati molti a Manbij, Raqqa e Tabqa

I miliziani Isis, fuggiti dalle prigioni delle SDF nel nord della Siria grazie all’offensiva turca, si stanno spargendo nel paese. Fonti locali hanno spiegato a Difesa e Sicurezza che gli attacchi contro i principali campi dove erano detenuti jihadisti e comandanti dello Stato Islamico, da al-Chirkin ad Ain Issa, hanno creato il caos. Le azioni, unite a rivolte interne, hanno causato evasioni di massa sia di fondamentalisti locali sia di foreign fighters. Alcuni di loro si sono diretti verso Idlib e la Turchia, ma altri hanno puntato a sud ed est. Le forze curde, infatti, hanno catturato numerosi membri Daesh a Manbij, Raqqa e Tabqa. Ciò significa che stanno dirigendosi a Deir Ezzor e Hasaka. Non è chiaro, però, se per unirsi ai gruppi attivi nella regione o per cercare di raggiungere il confine con l’Iraq.

Si teme che, soprattutto dopo la nomina di al-Qurayshi a nuovo califfo, Daesh voglia riorganizzarsi e attaccare l’unico grande campo ancora protetto: quello di Al-Hol. Di conseguenza, le forze curde hanno rafforzato la sicurezza in tutta l’area. Anche grazie al ritorno dei militari Usa

Per il momento, comunque, Isis non è riuscito a conquistare la prigione SDF più grande nell’est della Siria: quella di Al-Hol. Ciò nonostante diverse rivolte scoppiate all’interno e tentativi di evasione. Eventi, però, che le forze curde sono riuscite a gestire. Il campo ospita circa 12.000 jihadisti dello Stato Islamico e 80.000 membri delle loro famiglie. La struttura è altamente vigilata e recentemente c’è stato un ulteriore aumento della sicurezza. anche grazie al ritorno nell’area dei soldati Usa. Si teme, infatti, che Daesh voglia liberare i propri uomini. Soprattutto dopo la nomina di Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi a nuovo califfo, che presagisce una riorganizzazione di Daesh. Questa parte dall’acquisire nuove risorse, sia in termini di jihadisti sia finanziarie.

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