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Siria: i curdi si preparano al Coronavirus, che danneggia soprattutto Isis

Siria: I Curdi Si Preparano Al Coronavirus, Che Danneggia Soprattutto Isis

I curdi nel nord e nell’Est della Siria si blindano contro il possibile arrivo di un’epidemia del Coronavirus. Questa è nata a Deir Ezzor, veicolata dalle milizie filo-Iran e da Isis

In Siria, nonostante Damasco smentisca la presenza di contagi da Coronavirus, i curdi adottano misure per contrastare la pandemia. Questa si è sviluppata inizialmente a Deir Ezzor, trasmessa dalle milizie filo-Iran e dai jihadisti Isis. Rischia però che possa rapidamente estendersi al resto del paese. A seguito di ciò, sono state prese alcune misure preventive. In tutta la regione sono state chiuse le scuole e le università, vietati gli assembramenti e vietato l’ingresso di stranieri. Inoltre, è stato chiesto alla popolazione di uscire da casa solo se necessario e di evitare i luoghi affollati. Infine, sono sate sospese tutte le preghiere collettive del venerdì nelle moschee. Parallelamente, gli ospedali hanno cominciato ad attrezzarsi per affrontare il COVID-19 e si lavora affinché nei mercati siano sempre disponibili i generi di prima necessità. 

A rischio soprattutto i campi profughi e le prigioni dei foreign fighters dello Stato Islamico tra Hasaka e Deir Ezzor. In corso l’adozione di misure ad hoc per ridurre i rischi della pandemia

I curdi stanno adottando procedure di sterilizzazione anche nei campi profughi e nelle prigioni tra Hasaka e Deir Ezzor, dove sono rinchiusi i foreign fighters Isis e le loro famiglie. C’è grande timore, infatti, che per il sovraffollamento delle strutture scoppino epidemie interne di Coronavirus.  I rischi maggiori vengono dai bagni comuni, da cui filtra acqua verso le tende. A proposito, sono state vietate le visite e gli incontri con le organizzazioni locali. Inoltre, sono in corso una distribuzione di medicinali e iniziative per educare gli occupanti sui rischi legati al COVID-19. Infine, è stato incrementato il numero del persone e delle forze di sicurezza, per evitare che qualche contagiato tenti la fuga. 

Intanto, i miliziani Daesh sono quelli che subiscono più danni dal rischio COVID-19. Sono obbligati a ridurre drasticamente la capacità operativa, ma SDF e Inherent Resolve non si fermano 

Le precauzioni anti-Coronavirus in Siria, peraltro, danneggiano pesantemente Isis. Dopo un primo momento, in cui lo Stato Islamico ha usato la pandemia per scopi di propaganda, questa ha obbligato i jihadisti a fare marcia indietro. Al Naba, infatti, ha diffuso un volantino in cui si avverte i miliziani Daesh del pericolo e li si obbliga ad adottare una serie di precauzione. Innanzitutto non entrare o uscire dalle aree di contagio. Inoltre, è obbligatorio mantenere l’isolamento e una distanza di sicurezza, anche tra i propri compagni. Infine, vengono fornite indicazioni pratiche su come ridurre i rischi di contrarre il COVID-19. Ciò si traduce in meno attacchi contro le SDF, le strutture e la popolazione, soprattutto a Deir Ezzor, e in una ridotta capacità operativa. Invece, avvantaggia le attività delle forze curde e di Inherent Resolve, che non si sono fermate per la pandemia, come confermano le ultime operazioni nell’area.

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