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Siria, HTS si avvicina alla Turchia e cerca di non perdere peso a Idlib

Siria, HTS Si Avvicina Alla Turchia E Cerca Di Non Perdere Peso A Idlib

Hayat Tahrir al-Sham (HTS) serra i ranghi per non perdere peso a Idlib. L’ex Fronte al-Nusra diffonde un nuovo regolamento in cui si vieta di lasciare il gruppo senza permesso e di fondarne o entrare in altri. Parallelamente, continuano gli arresti dei defezionisti

Hayat Tahrir al-Sham (HTS) reagisce alle fuoriuscite di jihadisti dal gruppo e ai tentativi delle milizie rivali di prendere peso a Idlib. I vertici dell’ex Fronte al-Nusra hanno diffuso un documento con le nuove regole per tutti i suoi membri. All’interno si sottolinea che è vietato lasciare la formazione senza permesso e che, comunque, è vietato formare nuove compagini o entrare in altre. Il provvedimento è stato emesso dopo l’arresto di Abu Malek al-Telli (alias Jamal Zeiniyah). Questo, un religioso importante, aveva abbandonato recentemente HTS in disaccordo sulla sua nuova “visione”, sempre meno legata alle sue origini e oggi rivolta soprattutto a mantenere la leadership nella provincia siriana, sfruttando l’arma del nazionalismo. L’uomo, che si era unito ai “nemici” di Ansar al-Din, è solo l’ultimo di una lista che negli ultimi tempi si va allungando sempre più velocemente. 

HTS si avvicina, inaspettatamente, alla Turchia. Con Ankara c’è un obiettivo comune: combattere i qaedisti ortodossi. L’ex Fronte al-Nusra vuole mantenere la leadership nella provincia siriana e il nuovo alleato cerca di mettere in sicurezza la M4 dagli attacchi dei jihadisti

Il nuovo corso di HTS a Idlib ha portato anche un inaspettato riavvicinamento con la Turchia, con cui era sorta una crisi negli ultimi mesi. L’ex Fronte al-Nusra e Ankara, infatti, hanno un obiettivo comune: eliminare le sacche qaediste ortodosse dalla provincia siriana. I primi per indebolire i rivali e mantenere la leadership, anche riprendendo il commercio con le altre aree del paese mediorientale. I secondi, in quanto vogliono mantenere la M4 sicura da attacchi dei jihadisti per permettere il passaggio delle pattuglie joint con la Russia. Soprattutto dopo che un veicolo della Federazione è stato investito recentemente dall’esplosione di uno IED mentre transitava sull’autostrada. Mosca non ha gradito affatto l’incidente e ha dato alla Turchia un ultimatum: “risolvete la situazione  subito o lo faremo noi autonomamente”. Ankara, però, non si può permettere che ci siano interferenze esterne nella sua area d’influenza e per di più vicino al confine. 

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