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Siria, HTS-Damasco dialogano a Idlib con prigionieri e commercio

HTS e Damasco dialogano con i prigionieri e il commercio. Poche ore fa c’è stato uno swap e i due attori cercano di aprire hub per gli scambi tra Idlib e Aleppo. Per far ciò, però, bisogna fermare i boicottaggi delle altre milizie e controllare la M4

Dialogo a Idlib tra Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e Damasco, grazie ai rispettivi prigionieri e si commercio. Poche ore fa è avvenuto uno scambio a Darat Azza, a ovest di Aleppo. Inoltre, HTS sta cercando da tempo di stabilire hub al confine con la provincia siriana per riprendere gli scambi con l’area controllata dal regime. Il primo tentativo in questo senso era avvenuto a metà aprile a Saraqeb e il secondo a Maarat al-Nassan. Entrambi, però, sono stati bloccati dalle milizie rivali contrarie all’ipotesi. In realtà, queste non vogliono semplicemente essere tagliate fuori dalla “torta” dei dazi imposti alla frontiera sulle merci. Ciò conferma perché l’ex Fronte al-Nusra è così interessato a tenere fuori le pattuglie joint Russia-Turchia dalla M4. Il “libero” accesso all’autostrada è necessario per far circolare le merci e per recuperare i fondi essenziali a mantenere la leadership nel quadrante.

HTS usa la guerra alle milizie filo-Turchia anche come arma politica per acquisire peso. Strategia avvantaggiata dal SAA che prende di mira i gruppi rivali a sud

HTS, inoltre, sta usando la guerra a Turchia e Russia sulla M4 per scopi “politici”. Sostenendo la popolazione contraria ai soldati stranieri a Idlib, il gruppo jihadista accresce il suo peso e indebolisce le milizie concorrenti a cui ha dichiarato guerra. Non a caso, nelle scorse ore ci sono stati scontri tra gruppi locali contrapposti, mentre l’esercito siriano (SAA) cercava di avanzare sull’asse di Rweiha. In questo conflitto, peraltro, l’ex Fronte al-Nusra è aiutato da Damasco. Ciò in quanto il SAA ha ripreso gli attacchi tra Hama e Idlib contro le formazioni rivali filo-Turchia. Queste, di conseguenza, stanno subendo un doppio pressing: da una parte interno e dall’altra esterno. Senza che Ankara possa fornire loro aiuto più di tanto. La Russia, infatti, vigila molto attentamente sul rispetto della tregua e non permetterebbe mai azioni platealmente a sostegno di entità contro il regime di Bashar Assad.

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