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Siria, HTS arresta l’amministratore Isis della Wilayat di Idlib

Siria, HTS Arresta L’amministratore Isis Della Wilayat Di Idlib

Hayat Tahrir al-Sham (HTS) arresta Ahmad Khalid Al-Uthman, l’amministratore generale della Wilayat Isis di Idlib. Duro colpo per lo Stato Islamico, soprattutto per l’avvicinarsi dell’invasione delle SDF della provincia 

Isis perde uno dei suoi leader più importanti nel nord della Siria: Ahmad Khalid Al-Uthman, l’amministratore generale della Wilayat di Idlib. Ma non per pera dell’esercito di Damasco (SAA), bensì di Hayat tahrir al-Sham (HTS). Sono stati, infatti, i membri del gruppo legato ad Al Qaeda ad arrestare l’alto funzionario Daesh. Non si sa, però, con quale motivazione. HTS e lo Stato Islamico da tempo cooperano nel quadrante in chiave anti-governativa. I primi stanno combattendo contro i soldati di Damasco per bloccare l’offensiva nella provincia e nella vicina Hama. Daesh, invece, si occupa di gestire la parte logistica. In particolare i rifornimenti ai jihadisti, attraverso le sue rotte di contrabbando. Per IS è un colpo molto duro. Si riduce, infatti, ancora il già scarso peso che i miliziani hanno nell’area. Per di più in un momento molto delicato, che vede un’imminente invasione delle forze di Assad.

Continuano i roghi nei campi agricoli. A Idlib la colpa sono i raid di Damasco e presunti palloncini incendiari. A Est, invece, il responsabile è Daesh

Parallelamente proseguono in diverse aree della Siria gli incendi nei campi agricoli, che rischiano di aggravare la già fragile situazione degli abitanti locali. Quelli a nord, tra Hama e Idlib sono imputati ai raid aerei di Damasco e degli alleati. Ciò, anche se nelle ultime ore circolano sui social media foto di presunti palloni incendiari, simili a quelli usati da Hamas contro Israele nella Striscia di Gaza, che sarebbero stati usati dai partner del SAA. A est, invece, nella provincia di Deir Ezzor Isis è ritenuto responsabile dei roghi. Secondo diverse fonti locali, i miliziani dello Stato Islamico starebbero sistematicamente bruciando i raccolti per alimentare il terrore nella popolazione e vendicarsi delle sconfitte subite dalle SDF di Jazeera Storm. Strategia, esportata da Daesh anche in Iraq, dove si stanno verificando fenomeni analoghi in varie aree del paese mediorientale.

La nuova strategia Isis della “terra bruciata” è stata presa in prestito da quella inventata dalle vittime dei jihadisti

Isis, peraltro, ha “preso in prestito” la strategia della “terra bruciata” dalle sue vittime. I roghi in Iraq e Siria, a esclusione di quelli a Idlib e Hama, prendono di mira i campi degli “infedeli”. Dai curdi agli yazidi, passando per gli sciiti. Fu, infatti, proprio la popolazione degli Sciti (da cui probabilmente discende la branca dell’Islam) ad adottarla per prima nel corso della guerra contro Dario il grande di Persia. Di fronte al procedere dell’invasione nemica, questi distrussero le fonti di cibo (come i campi agricoli) e avvelenarono i pozzi idrici. La strategia, che si rivelò vincente, fu poi sfruttata diverse volte nel corso della storia anche moderna. Come nel caso della campagna di Russia di Napoleone Bonaparte contro lo Zar Alessandro I.

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