skip to Main Content

Siria: Hezbollah, con la scusa di Isis, recluta 600 miliziani a Deir Ezzor

Hezbollah, con la scusa della lotta a Isis, recluta 600 miliziani a Deir Ezzor. L’iniziativa si aggiunge a una analoga delle Guardie Rivoluzionarie iraniane per creare una “Local Defense”. Teheran cerca di rafforzare l’influenza nell’area

Hezbollah dato il via a un processo di reclutamento di 600 nuovi membri a Deir Ezzor. Lo stipendio di ogni miliziano varierà tra 75,000 e 110,000 lire siriane (SYP), cioè tra 125 e 183 euro, in base all’incarico, Chi combatterà in prima linea, ovviamente, guadagnerà più dei funzionari amministrativi. L’iniziativa segue di una settimana una analoga, lanciata dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane per creare la “Local Defense”. In entrambi i casi l’obiettivo formale è rafforzare il contingente militare di Damasco nel quadrante e aiutare l’esercito (SAA) a combattere Isis nel vicino deserto di Badia al-Sham. In realtà, però, Teheran punta a estendere la sua influenza nell’Est del Paese e a monitorare i comportamenti delle forze internazionali al di là dell’Eufrate. Sperando che si siano minori rischi di subire rappresaglie da Israele, in quanto le nuove reclute saranno combattenti locali e non stranieri.

Intanto, Damasco invia altri rinforzi all’esercito siriano (SAA) nella provincia. Obiettivo: una maxi operazione per porre fine alle imboscate e agli attacchi IS nel deserto di Badia al-Sham

Nei giorni scorsi, infatti, Damasco ha inviato a Deir Ezzor nuovi rinforzi. Si tratta di uomini, armi, munizioni e veicoli, provenienti dalle brigate al-Baqir e al-Quds. L’obiettivo è lanciare una maxi operazione a Badia al-Sham per mettere fine alle continue imboscate di Isis e per distruggere le sacche di resistenza IS nella regione desertica. Alle manovre partecipa anche la Russia, che nei giorni scorsi ha istituito check point sulla strada per la capitale siriana, permettendo il traffico di ai soli veicoli militari. Il cambio di passo si è reso necessario dopo che tutti gli sforzi fatti finora per neutralizzare i jihadisti e arginare i loro attacchi si sono rivelati vani. Non a caso, si continuano a registrare scontri tra soldati e terroristi, di cui l’ultimo solo poche ore fa alla periferia di Al-Shula.

Back To Top