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Siria, gli Usa rafforzano la presenza contro le minacce di Isis e Turchia

Siria, Gli Usa Rafforzano La Presenza Contro Le Minacce Di Isis E Turchia

Gli Usa rafforzano la presenza in Siria. Ai 500 militari a Deir Ezzor se ne aggiungono altri a Tirbaspi. Obiettivo: proteggere i giacimenti di petrolio da Isis. Soprattutto dopo la nomina di al-Qureyshi a Califfo. Inoltre, si crea un effetto deterrenza contro la Turchia, che continua ad attaccare curdi e SAA

Gli Usa rafforzano la loro presenza in Siria. Ciò a seguito dei rischi di vendette Isis per la morte di Abu Bakr al-Baghdadi e del mancato rispetto da parte della Turchia degli accordi sull’operazione Peace Spring. Le TAF hanno preso di mira l’esercito di Damasco (SAA) a Ras al-Ain e continuano ad attaccare bersagli curdi non previsti dall’intesa. Non a caso, poche ore fa un convoglio militare americano è entrato nel nord est nazione a Tirbaspi e si è schierato nell’area in accordo con le SDF. Questo si aggiunge ai circa 500 soldati, inviati a Deir Ezzor. Obiettivo per tutti: proteggere i giacimenti petroliferi, formalmente dalla probabile vendetta di Daesh. Soprattutto dopo la nomina di Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi a nuovo Califfo. La situazione nella nazione mediorientale si sta complicando rapidamente e c’è il rischio crescente di un’escalation.

CENTCOM conferma i rischi di una vendetta Daesh a seguito della morte di al-Baghdadi

Il pericolo di Isis in Siria e altrove, intanto, è tutt’altro che scongiurato. Come ha spiegato il generale Kenneth McKenzie, a capo di CENTCOM (il comando militare Usa per tutte le operazioni), “nonostante la morte di al-Baghdadi, l’organizzazione terroristica è ancora molto pericolosa. Daesh probabilmente cercherà di lanciare un attacco per vendetta – ha sottolineato durante una conferenza stampa in cui sono stati forniti ulteriori dettagli sull’operazione contro l’auto-proclamato Califfo dello Stato Islamico -. Noi siamo pronti”. Da qui la scelta di inviare nuovamente i soldati americani a Deir Ezzor per proteggere i giacimenti petroliferi. Le truppe, peraltro, potranno fornire anche aiuto alle SDF sia in ambito di operazioni offensive contro IS sia per proteggere infrastrutture-chiave. Come le prigioni in cui sono rinchiusi i jihadisti, in primis quella di Al-Hol.

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