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Siria: gli USA mettono una taglia sulla testa di al-Jawlani, leader di HTS

Gli USA mettono una taglia sulla testa di al-Jawlani, leader di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) a Idlib. Offerti fino a 10 milioni per informazioni utili alla sua cattura. La mossa aumenta il pressing sull’Iran e sulla Turchia

Gli Stati Uniti mettono una taglia su Muhammad al-Jawlani (alias Abu Muhammad al-Golani e Muhammad al-Julani), uno dei massimi esponenti di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), gruppo jihadista legato ad al-Qaeda e attivo soprattutto a Idlib. L’uomo, già a capo dell’ex Fronte al-Nusra, è accusato di aver compiuto diversi attacchi terroristici nella provincia siriana, spesso prendendo di mira i civili. A seguito di ciò, il programma Rewards for Justice offre fino a 10 milioni di dollari a chi fornirà informazioni utili alla sua cattura. L’annuncio punta ad aumentare il pressing sull’Iran e sulla Turchia. Nel primo caso in quanto Julani e al-Qaeda sono le più importanti ali sunnite della Repubblica Islamico. Nel secondo, a seguito del fatto che Ankara si è alleata con HTS in chiave anti-Damasco e cerca di presentarla come un’organizzazione che cerca il dialogo e che punta sempre più sulla politica, invece che sulle armi.

La stessa HTS deve ora decidere se scaricare o no il suo leader. I rischi in entrambe le eventualità sono vari. Ankara, invece, non può permettersi di perdere l’appoggio gruppo in questo momento

Anche la stessa Hayat Tahrir al-Sham si trova in difficoltà e davanti a un bivio: scaricare o no al-Jawlani. Se lo farà, perderà l’appoggio dell’Iran e di al Qaeda. Se, invece, si stringerà attorno al suo leader, rischia di fare la fine dei Guardiani della Religione, che a Idlib subiscono raid aerei di Inherent Resolve su base quasi quotidiana. In mezzo c’è la Turchia, che deve necessariamente mantenere la partnership con HTS. Soprattutto nel momento in cui sembra stia preparando una nuova maxi offensiva a sorpresa contro l’esercito siriano (SAA) nel sud della provincia, a Zawiya. In caso contrario, infatti, le manovre sarebbero fallite in partenza e i militari delle TAF si trasformerebbero in bersagli, attaccati da due fronti.

 

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