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Siria, fallito il tentativo Isis di fuggire dalle SDF a Baghouz via Eufrate

Siria, Fallito Il Tentativo Isis Di Fuggire Dalle SDF A Baghouz Via Eufrate

I miliziani Isis tentano di fuggire dalle SDF sulla collina Jahfa a Baghouz, attraversando l’Eufrate. L’esercito siriano (SAA), però li ferma. I jihadisti dello Stato Islamico puntavano al deserto di Badia Al-Sham, tra Deir Ezzor e Homs

Fallisce il tentativo da parte dei miliziani Isis di fuggire dalle SDF a Deir Ezzor, sfruttando l’Eufrate. Un gruppo numeroso di jihadisti dello Stato Islamico, che si era rifugiato sulla collina di Jahfa dopo la caduta di Baghouz, ha provato ad attraversare il fiume nell’area di Abu Kamal. Ma i soldati dell’esercito siriano (SAA) sono intervenuti e li hanno fermati, uccidendone numerosi. Circa un altro centinaio, invece, hanno preferito arrendersi alle truppe di Jazeera Storm. Persa l’ultima roccaforte nel paese mediorientale, molti fondamentalisti Daesh si sono consegnati al nemico. Altri sono fuggiti e alcuni si sono asserragliati nella zona montuosa vicino a Baghouz. La Coalizione Internazionale, però, ha lanciato una massiccia e incessante campagna di raid sul quadrante, mentre le forze arabo-curde hanno cominciato a chiudere il cerchio. Di conseguenza, l’unica chance per sperare di evitare la cattura o la morte era rimasta quella del fiume.

Nel deserto rimangono ancora tre sacche di resistenza Daesh. Fino a che Damasco non le eliminerà, rappresenteranno sempre un pericolo. Soprattutto per i civili

I miliziani Isis che hanno tentato la fuga attraverso l’Eufrate puntavano ad arrivare nel deserto di Badia al-Sham, tra Deir Ezzor e Homs. Qui sono rimaste tre piccole sacche di jihadisti dello Stato Islamico. Sono isolate ma non troppo lontane tra loro. Inoltre, a differenza delle SDF, il SAA non esercita su di esse una pressione costante. Ciò permette ai gruppi Daesh di respirare tra un attacco e un altro, nonché di riorganizzarsi. Riuscendo anche a compiere attacchi sporadici a est del fiume. Fino a che le truppe di Damasco non bonificheranno definitivamente le tre aree, nel sud e nell’est della Siria, rimarrà il pericolo di nuove aggressioni dei fondamentalisti IS. Soprattutto ai danni dei civili, considerati soft target (in quanto poco protetti) e fonte primaria per reperire risorse.

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