skip to Main Content

Siria, Damasco nella tempesta per le armi chimiche a Ghouta. Intanto, Daesh avanza a Deir Ezzor

Siria, Damasco Nella Tempesta Per Le Armi Chimiche A Ghouta. Intanto, Daesh Avanza A Deir Ezzor

Isis continua ad attaccare il SAA ad Abu Kamal (Al Bukamal) e si spinge a est del deserto Hamad

Daesh avanza contro l’esercito siriano (SAA) a sud di Deir Ezzor. I miliziani dello Stato Islamico stanno dando filo da torcere ai soldati di Damasco ad Abu Kamal (Al Bukamal). Lo fanno con ondate di attacchi mordi e fuggi, per indebolire il morale del nemico e ridurre i rischi di perdere jihadisti negli scontri. Sembra anche, secondo fonti locali e sui social media, che Isis stia avanzando a est del deserto Hamad, riavvicinandosi pericolosamente a Palmyra. Tanto che alcune unità dei terroristi avrebbero addirittura raggiunto la zona sud di Al-Qaryatayn. Entrambe le notizie, comunque, al momento non trovano conferme ufficiali. Di fatto, però, il SAA sta subendo ripetuti attacchi da IS da tempo e non riceve rinforzi dalla capitale, concentrata su Ghouta orientale. Di conseguenza, le truppe non possono avanzare. Devono attendere che si concluda la campagna nell’enclave per sperare di ricevere rinforzi da Damasco. Dato non certo, peraltro.

Raggiunto a Ghouta un accordo tra Damasco e Jaysh al-Islam. Arrivano decine di pullman a Douma

Intanto, a Ghouta orientale è stato trovato un accordo per la cessazione delle ostilità tra l’esercito siriano e i ribelli di Jaysh al-Islam. Tanto che sono arrivati a Douma decine di pullman. Questo, in base ad alcune indiscrezioni, prevede l’evacuazione di tutti i guerriglieri e delle loro famiglie a Jarablus. In cambio, questi si impegnano a rilasciare tutti i prigionieri, che siano del SAA o civili, nell’enclave.

Assad è sotto il fuoco incrociato di accuse. Anche il Papa ricorda che “niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro popolazioni inermi”. All’ONU si dovrebbe riunire il CDS

Nonostante l’intesa, c’è grande tensione sulla Siria per l’accusa a Damasco di aver usato armi chimiche a Ghouta orientale. La Russia si è schierata con il governo di Bashar Assad. Ma altri paesi – Usa in testa – puntano il dito contro il presidente, colpevole di un’aggressione nell’enclave sabato, che ha causato la morte di diversi civili. Il presidente Donald Trump ha definito Assad un “animale” e ha sottolineato che “pagherà un prezzo elevato” per quanto ha fatto. Inoltre, Papa Francesco ha sottolineato in Vaticano in occasione della Festa della Divina Misericordia che “niente può giustificare l’uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi. Preghiamo perché i responsabili politici e militari scelgano un’altra via: quella del negoziato, la sola che può portare una pace che non sia quella della morte e della distruzione”. Sulla crisi ci potrebbe essere oggi un incontro urgente del Consiglio di Sicurezza ONU.

Back To Top