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Siria, Damasco chiede aiuto all’Iran per sconfiggere Isis a Deir Ezzor

Siria, Damasco Chiede Aiuto All’Iran Per Sconfiggere Isis A Deir Ezzor

Damasco chiede l’aiuto delle milizie iraniane per interrompere l’ondata di attacchi di Isis contro il SAA a Deir Ezzor. Queste si spostano dall’Eufrate a Badia al-Sham, per trovare dove si nascondono i gruppi dello Stato Islamico

Il governo siriano chiede aiuto ai miliziani iraniani per sconfiggere Isis a Deir Ezzor. I miliziani dello Stato Islamico da qualche tempo hanno cominciato ad attaccare convogli e strutture del SAA siti a ovest dell’Eufrate, causando numerose vittime tra i soldati. Solo nell’ultimo raid, hanno perso la vita almeno 15 militari. Di conseguenza, Damasco ha chiesto alle forze paramilitari sciite pro-Teheran di intervenire. Queste, dislocate in diverse basi lungo il fiume, hanno cominciato a organizzare convogli armati, diretti verso il deserto di Badia a-Sham. E’ da qui, infatti, che i jihadisti partono per colpire il nemico. L’obiettivo delle pattuglie a lungo raggio è scoprire dove si nascondono i gruppi di terroristi, in modo da fornire ai caccia le coordinate per eliminarli. Finora questo compito era affidato ad alcune unità dell’esercito locale, che però non sono mai riuscite a ottenere risultati.

Intanto, le SDF incrementano la vigilanza al campo di Al-Hol. Gli episodi di violenza da parte delle donne Daesh all’interno, infatti, sono aumentati esponenzialmente

Intanto, le SDF intensificano la sicurezza al campo di Al-Hol (Hasaka) dopo un’escalation di violenza che vede protagoniste le “Isis brides”. Negli ultimi giorni queste hanno bruciato tende e ucciso diverse persone che non volevano sottostare all’ideologia dello Stato Islamico. L’ultimo episodio è avvenuto nelle scorse ore e ha visto alcune donne Daesh accoltellare un rifugiato iracheno presso il mercato che collega primo e terzo settore della struttura. L’uomo fortunatamente è stato solo ferito a una spalla e le responsabili del gesto sono state arrestate. La situazione nell’area, però è molto tesa. Nonostante la vigilanza rafforzata delle forze curde, stanno aumentando le attività di IS. Dai tentativi di evasione agli omicidi, agli incendi. Le jihadiste all’interno della prigione, infatti, comunicano con i terroristi all’esterno e si coordinano con loro. Obiettivo: continuare la radicalizzazione, soprattutto per i più piccoli, in attesa di fuggire. Chi è di ostacolo deve essere eliminato. 

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