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Siria, Daesh a Deir Ezzor è circondato e senza nessuna via di fuga

Siria, Daesh A Deir Ezzor è Circondato E Senza Nessuna Via Di Fuga

Daesh a Deir Ezzor è completamente circondato lungo l’Eufrate. A est ci sono le SDF di Jazeera Storm che pressano ad Hajin, Sousah e Sha’Fah. A ovest l’esercito siriano (SAA) che tiene ad Abu Kamal

Daesh a Deir Ezzor è completamente circondato lungo l’Eufrate. A est ci sono le SDF dell’operazione Jazeera Storm (Cizire Storm), che stanno attaccando – col supporto aereo della Coalizione Internazionale – Sousah, Hajin e Sha’Fah. L’obiettivo è dividere i miliziani dello Stato Islamico in tre gruppi separati e isolati, in modo da poterli sconfiggere più facilmente nel prossimo futuro. Peraltro, sui social media circolano immagini (non confermate ufficialmente) sull’arrivo dall’Iraq di nuovi aiuti militari alle forze arabo-kurde da parte degli Usa. Si tratta soprattutto di mezzi blindati, ma ci sono anche trattori e munizioni. A ovest del fiume, invece, nell’area di Abu Kamal (Al Bukamal) c’è l’esercito siriano (SAA). Questo, nonostante non sia avanzato e continui a subire attacchi da Isis su base quasi quotidiana, continua a mantenere le difese nella zona.  Infine, anche grazie al supporto delle ISF, i jihadisti hanno perso l’accesso al paese vicino nel sud della provincia.

Lo Stato Islamico è chiuso tra due fuochi e senza via di fuga. Peraltro il morale è a terra e scarseggiano le risorse. Si temono azioni emotive dei miliziani durante il Ramadan

Di conseguenza, Daesh nella zona sud di Deir Ezzor è chiuso tra due fuochi. Senza alcuna possibilità di fuga. I pochi che tentano, soprattutto leader dello Stato Islamico, vengono intercettati ed eliminati grazie alla costante sorveglianza aerea nella provincia siriana. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati uccisi 5 alti comandanti Isis, mentre cercavano di attraversare il confine meridionale con l’Iraq. Che le cosa vadano male per i jihadisti in Siria, soprattutto contro le SDF, lo si capisce anche dai social media. Non c’è una foto degli scontri con le forze arabo-curde. Invece, ogni volta che un mezzo del SAA viene distrutto, immediatamente sono diffuse immagini delle “vittorie”. Peraltro, i miliziani non potranno resistere a lungo. Hanno il morale a terra, gli uomini non vengono pagati da tempo e le scorte stanno finendo. C’è il rischio quindi, che possano tentare azioni emotive per disperazione. In particolare nel periodo del Ramadan.

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