skip to Main Content

Siria, cosa sta cambiando nella strategia della Turchia a Idlib?

Ankara ha inviato un maxi contingente di oltre cento mezzi corazzati e 50 carri armati a Idlib. I rinforzi si sono schierati a Bennesh e a Zawiya, lontano solo due chilometri dall’esercito siriano (SAA), dove sta nascendo un nuovo observation point

Qualcosa sta cambiando nella strategia della Turchia in Siria. Ankara ha improvvisamente inviato a Idlib un grande contingente di rinforzi.  Si parla di cento mezzi corazzati, 50 carri armati, prefabbricati e materiale logistico. Il maxi convoglio delle TAF è entrato da Kafr Loosin e si è diretto verso il punto di osservazione militare vicino a Bennesh. Parte dei mezzi, però, hanno deviato per puntare verso la montagna di Zawiya, vicino alla prima linea (circa due chilometri) dell’esercito di Damasco (SAA). Qui, infatti, sembra che sia in costruzione un nuovo observation point nell’area tra Ruwaiha e Sarjah. Le attività erano state precedute da una ricognizione dei soldati turchi, insieme a elementi del National Front for Liberation (NFL). La base, peraltro, si aggiunge a quella di Baloun, sita nello stesso quadrante e allestita nei giorni scorsi.

L’improvviso build up è solo un’azione di disturbo contro il SAA a Idlib o è una tappa intermedia per trasferire i rinforzi verso il Kurdistan?

L’improvviso rafforzamento della Turchia a Idlib lascia pensare che le TAF vogliano ostacolare l’avanzata del SAA verso Barah. Soprattutto dopo che i soldati siriani hanno cominciato a ottenere progressi, seppur molto lenti, contro le milizie locali. Gli analisti, però, pensano che dietro ci sia qualcosa di più che una semplice un’azione di disturbo verso e truppe di Damasco. Soprattutto per la quantità e la qualità dei rinforzi inviati a Zawiya. Le ipotesi sono due: Da una parte Ankara potrebbe temere che il nemico conquisti Barah e si avvicini troppo alla M4, assestando un duro colpo agli alleati locali. Di conseguenza, ha deciso di intervenire per rallentarlo e allo stesso tempo fornire supporto ai partner. Dall’altra, l’invio del maxi contingente verso il confine con Aleppo è solo una tappa intermedia, mascherata da altro. La destinazione finale dei soldati, infatti, sarebbe il Kurdistan, dove c’è già un build up militare in corso.

Back To Top