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Siria, cominciano le maxi-offensive di Damasco a Daraa e Idlib

Siria, Cominciano Le Maxi-offensive Di Damasco A Daraa E Idlib

Al via in Siria, anche se non ufficialmente, le maxi offensive di Damasco contro ribelli e Daesh a Idlib e Daraa. Per l’operazione  di terra, però, Assad ha bisogno dell’ok di Israele, Giordania e Usa

In Siria sono cominciate, anche se non ufficialmente, le maxi offensive dell’esercito di damasco (SAA) contro i gruppi ribelli a Daraa e Idlib. Mentre uomini e mezzi continuano ad affluire nelle zone, sulle due aree si sono alzati in volo i droni. L’obiettivo è studiare le difese del nemico per trovare i punti deboli. Inoltre, i soldati hanno effettuato attacchi con l’artiglieria per saggiare la resistenza e le reazioni delle forze anti-governative. L’ultimo è avvenuto a al-Latamina, nel nord di Hama al confine con Idlib. Prima che le truppe si muovano, però, il regime di Bashar Assad dovrà avere l’ok dei paesi interessati. E cioè Israele, Giordania e Usa. Altrimenti c’è il rischio che le truppe non vengano attaccate solo dai miliziani e dal Daesh – presente nell’area di Tasil -, ma anche dalle nazioni vicine. Peraltro, la loro cooperazione è necessaria per evitare che i miliziani possano fuggire dalle frontiere.

A Deir Ezzor l’esercito siriano (SAA) e i consiglieri militari russi hanno usato una nuova tattica per respingere l’attacco dello Stato Islamico a Mayadeen

Intanto si apprendono nuove informazioni sulla fallita offensiva del Daesh a Mayadeen (Deir Ezzor) contro l’esercito siriano. Lo Stato Islamico ha lanciato un attacco a sorpresa in massa, che però, è stato sventato dal SAA anche se con perdite tra le proprie fila e tra quelle dei consiglieri militari russi (4 morti confermati da Mosca, anche se potrebbero essere di più). Secondo fonti locali, la sconfitta di Isis è stata resa possibile grazie a una nuova tattica adottata dai soldati di Damasco. Durante l’aggressione notturna di Isis, alcuni mezzi militari armati pesantemente si sono allontanati dalle basi, mentre l’artiglieria ha creato una cortina di fuoco con i missili. A quel punto i veicoli hanno attaccato nell’oscurità il fianco dei jihadisti, che non si aspettavano il loro arrivo. Dopo un’ora di battaglia, i miliziani hanno dovuto battere in ritirata lasciando sul terreno 43 elementi, 6 pick-up e molti feriti.

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