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Siria, comincia l’offensiva del SAA e della Russia sulle milizie a Idlib

Siria, Comincia L’offensiva Del SAA E Della Russia Sulle Milizie A Idlib

Comincia la maxi offensiva dell’esercito siriano (SAA), supportato dalla Russia, contro le milizie a sud di Idlib. Al momento i caccia di Mosca stanno bombardando il quadrante, poi interverranno i soldati. Obiettivo: prendere al Barah, crocevia strategico

Comincia la maxi offensiva dell’esercito siriano (SAA), supportato dalla Russia, contro le milizie a sud di Idlib. I caccia di Mosca nelle scorse ore hanno effettuato diversi bombardamenti nel quadrante. Prima c’era stata un’intensa attività dei droni per identificare i bersagli da colpire. E’ probabile che, una volta terminati i raid, i soldati cominceranno ad avanzare verso al Barah. Prendere la città è strategica, in quanto vi passano le strade principali che conducono ad Aleppo e ad Hama. Averne il controllo, quindi, ridurrà notevolmente lo spazio di manovra dei jihadisti sulle due direttrici. L’unica via di fuga per questi ultimi sarà a nord verso la M4. Qui, però, la Turchia ha schierato un grande presidio delle TAF. Soprattutto dopo che un veicolo della Federazione è stato colpito da uno IED mentre era in servizio di pattugliamento joint sull’autostrada tra Al-Tranbe e al-Kfeir vicino Jisr al-Shoghur.

Intanto, Inherent Resolve smentisce possibili effetti negativi delle sanzioni legate al Caesar Act sulla lotta a Isis. Non cambia nulla. Aumenta solo il pressing sul regime di Assad

Intanto, da Inherent Resolve smentiscono le indiscrezioni circa gli ipotetici effetti negativi delle sanzioni legate al Caesar Act sul sostegno alle SDF nella guerra contro Isis. Il colonnello Myles B. Caggins III, portavoce della Coalizione Internazionale, ha spiegato in un post su Twitter che “le sanzioni non impediscono né l’assistenza umanitaria per la popolazione siriana né creano difficoltà alle attività di stabilizzazione della Coalizione nel nord est” del paese mediorientale. Di fatto, per le attività di contrasto a Daesh non cambia nulla. Ciò che cambia, invece, è il pressing sul regime di Bashar Assad, incrementato quasi esponenzialmente. Non a caso lo stesso presidente ha cercato di correre ai ripari in anticipo, sequestrando il patrimonio di suo cugino Rami Makhlouf, considerato l’uomo più ricco di tutta la nazione.

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