skip to Main Content

Siria, comincia con i blitz l’offensiva delle SDF contro Isis ad Hajin

Siria, Comincia Con I Blitz L’offensiva Delle SDF Contro Isis Ad Hajin

Le SDF a Deir Ezzor stanno effettuando una serie di blitz alle porte di Hajin. L’obiettivo è duplice: Mantenere ai massimi livelli il pressing su Isis e preparare il terreno per l’imminente invasione di terra della roccaforte Daesh

E’ cominciata a sorpresa l’offensiva delle SDF contro Isis ad Hajin, nella provincia di Deir Ezzor. Le forze dell’operazione Round Up (Jazeera Storm) da qualche ora effettuano raid nella zona di periferia della roccaforte Daesh, guadagnando terreno a ogni assalto. L’obiettivo è togliere più terreno possibile allo Stato Islamico per poi lanciare un attacco in massa nella città. L’ultimo blitz ha permesso ai combattenti siriani di conquistare un altro chilometro di territorio e di bonificare 38 edifici dalla possibile presenza di jihadisti o di ordigni improvvisati (IED). Quelli trovati e disinnescati, infatti, sono stati 17. Questo tipo di operazioni non sono di disturbo, ma garantiscono invece due risultati: i miliziani sono continuamente sotto massima pressione e si prepara la strada per l’arrivo in sicurezza dei mezzi pesanti, fondamentali per fornire supporto e protezione alle truppe arabo-curde quando invaderanno in forze l’area.

Lo Stato Islamico è impotente contro l’operazione Round Up. Se i jihadisti spostano elementi, questi vengono tracciati ed eliminati dai caccia nemici. L’unica alternativa è sacrificare terreno per sperare di resistere più a lungo

Mentre le SDF effettuano gli attacchi veloci contro lo Stato Islamico ad Hajin, la Coalizione Internazionale e gli alleati iracheni continuano a bombardare la roccaforte Daesh. A seguito di ciò, i miliziani sono costretti a correre da una parte all’altra della città per cercare di difenderla. Scoprendosi così agli “occhi” dei caccia, che li rilevano e possono attaccarli. L’unico modo per i jihadisti di preservare le loro unità è spostarle il meno possibile in aree non protette. Ma così facendo, progressivamente sono costretti a sguarnire le zone più periferiche del centro abitato. Che vengono velocemente e prontamente conquistate dai combattenti siriani. Inoltre, i terroristi sono isolati e non possono quindi contare su aiuti esterni. Di conseguenza, sono costretti a “sacrificare” territorio per tentare di resistere il più a lungo possibile. Sanno, infatti, che non manca molto all’invasione di terra. E in quel momento serviranno tutti gli assetti possibili.

Back To Top