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Siria, a Est comincia la ricostruzione post-Isis mentre a nord si combatte

Siria, A Est Comincia La Ricostruzione Post-Isis Mentre A Nord Si Combatte

La Siria è divisa nella gestione post-Isis: a nord, tra Hama e Idlib, si combatte. A Est, invece, è cominciata la ricostruzione. A Raqqa sono in corso i lavori di ristrutturazione della Chiesa dei Martiri, mentre a Deir Ezzor e Hasakah si rifanno le strade mentre le SDF danno la caccia all Stato Islamico

La Siria è divisa nella gestione post-Isis. Mentre nel nord (tra Hama e Idlib) continuano gli scontri tra le truppe di Damasco (SAA) e le milizie anti-governative, a est è cominciata la ricostruzione. A Raqqa sono in corso i lavori di ristrutturazione della prima chiesa cristiana della città, quella dei Martiri. A Deir Ezzor e Hasakah i bulldozer operano tutti i giorni per rimuovere le macerie in alcuni centri abitati e si stanno ripristinando le strade. Parallelamente, le SDF di Jazeera Storm continuano a dare la caccia alle cellule dello Stato Islamico nel quadrante. In special modo tra Busayrah, Dhiban e Shahil. Sono le prime aree che i miliziani Daesh raggiungono dopo essersi infiltrati da ovest attraverso l’Eufrate. Qui, inoltre, operano le reti di facilitatori che supportano e finanziano la loro latitanza nonché gli attacchi terroristici. 

Tra Hama e Idlib la situazione continua a peggiorare: l’esercito siriano (SAA) conquista Khan Sheikhoun, ma bombarda un convoglio turco diretto a Morek. L’insicurezza in aumento sta avvantaggiando Daesh, considerato oggi un bersaglio secondario, che ha ripreso ad alzare la testa

Nel nord della Siria, invece, la situazione è diversa. Nonostante Isis sia stato praticamente sconfitto, permangono l’insicurezza e la violenza. Tra Hama e Idlib il SAA porta avanti la sua offensiva contro le milizie anti-governative, sia con una violenta campagna aerea sia con manovre delle truppe sul terreno. Nelle ultime ore l’esercito di Damasco ha conquistato Khan Sheikhoun, cacciando le forze della coalizione di Al-Fatah Al-Mubin . Inoltre, è stato attaccato un convoglio turco, diretto al punto di osservazione di Morek. Questa situazione favorisce il ritorno e l’espansione dello Stato Islamico, al momento considerato un bersaglio di secondo piano nel paese. I jihadisti Daesh, presenti ancora in alcune aree controllate dal SAA, recentemente hanno alzato la testa aumentando i blitz contro i soldati. Ciò a differenza dell’est, in cui il meccanismo di sicurezza impostato dalle SDF ha ridotto drasticamente la loro capacità operativa.

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