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Siria, 785 miliziani Isis liberi ad Ain Issa grazie ai raid della Turchia

Siria, 785 Miliziani Isis Liberi Ad Ain Issa Grazie Ai Raid Della Turchia

786 miliziani Isis fuggono dal carcere di Ain Issa grazie ai raid della Turchia in Siria

Non si arresta nel nord est della Siria la fuga dei miliziani Isis dalle carceri delle SDF, grazie all’offensiva della Turchia. Nelle ultime ore, le TAF hanno bombardato un altro campo, quello di Ain Issa. A seguito di ciò c’è stata un’evasione di massa dei miliziani dello Stato Islamico, la maggior parte dei quali stranieri. Si parla di 785 foreign fighters, come ha riportato il sito web ufficiale della Regione Autonoma del Nord e della Siria. Secondo alcune fonti non confermate sembra che gli stessi soldati di Ankara abbiano aiutato i jihadisti Daesh a lasciare la struttura. Questa, infatti, è stata presa di mira nonostante non sia considerata un obiettivo militare premiante. E’ la quarta prigione dove sono rinchiusi i membri IS a essere colpita dai raid turchi da quando sono cominciate le manovre.

La strategia di Ankara è liberare i jihadisti Daesh, soprattutto foreign fighters, affinché distraggano le forze curde e indeboliscano le loro difese dall’interno

La Turchia, secondo diversi analisti, sta colpendo le carceri dove sono detenuti i miliziani Isis per una precisa strategia. L’obiettivo è distrarre le SDF impegnandole contro un nuovo nemico. Non tutti i jihadisti dello Stato Islamico liberati, infatti, si da alla fuga. Diversi tra loro, soprattutto foreign fighters, imbracciano le armi contro le forze curde. La causa è che non sanno dove andare e, di conseguenza, l’unica alternativa rimasta per sperare di sopravvivere è quella di combattere aprendosi un varco per la fuga. Proprio come quando furono catturati. Ankara lo sa e gioca su questo fattore per indebolire le difese nemiche, sfruttando elementi provenienti dall’interno della Siria insieme alle milizie alleate, associati a strike aerei e a incessanti bombardamenti dell’artiglieria. Peraltro, quanto è accaduto ad Ain Issa era già avvenuto anche ad Al-Hol, ma la sicurezza nel campo aveva retto. Non si sa, però, quanto potrà tenere ancora.

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