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Il Regno Unito propone una carta d’identità per i droni

Il Regno Unito Propone Una Carta D’identità Per I Droni

Il dipartimento dei Trasporti chiede l’installazione negli UAV di un meccanismo d’identificazione del proprietario. Aiuterebbe anche nei casi di dronejacking.

I droni presenti nel Regno Unito dovranno avere una specie di carta d’identità. Lo ha chiesto il dipartimento dei Trasporti, affermando che gli UAV devono essere elettronicamente identificabili. L’obiettivo è far sì che la polizia possa sapere immediatamente chi sia il proprietario, in caso un apparecchio violi la legge. La proposta è stata effettuata nell’ambito di un pacchetto di misure legato a come regolare l’uso delle tecnologie emergenti. Il dipartimento è convinto che ci debba essere un bilanciamento tra la sicurezza pubblica e lo sviluppo di opportunità commerciali. Le altre proposte comprendono la registrazione obbligatoria di nuovi droni, pene più severe per il loro ingresso illegale in no-fly zone, e la creazione di nuove zone di esclusione su siti come prigioni e aeroporti.

Serve un’identificazione certa degli Uav non solo in UK ma anche in tutta l’Europa

Il documento prevede che ogni drone sia dotato di un sistema di identificazione digitale incorporato. A seguito di ciò sarà riconoscibile dai sistemi di gestione del traffico aereo e dagli altri utenti del settore. Di fatto, chiunque scansioni uno UAV potrà sapere a chi appartiene ed eventualmente comunicare le informazioni alla polizia. A proposito il dipartimento sottolinea anche che il provvedimento, per massimizzare la sua efficacia, dovrebbe essere adottato da tutta l’Europa. Il motivo è che nel Vecchio Continente esiste già un mercato internazionale fiorente legato ai velivoli senza pilota. Tuttavia, il DfT riconosce che a oggi non c’è ancora la tecnologia necessaria per rendere attuabile il progetto. A proposito, però, fa sapere che continuerà a monitorare l’evoluzione del settore per intervenire quando sarà possibile.

Si pensa a un’App per i piloti, che li obblighi a comunicare rotta e luogo

Nel pacchetto di misure per regolare l’uso dei droni in UK ce ne è anche una che potrebbe essere sviluppata immediatamente. L’ipotesi di creare un’applicazione per i piloti, che li obblighi a comunicare alle autorità e agli altri utenti i loro piani di volo in un’area determinata. In questo caso si eviterebbe la congestione di uno spazio aereo, con l’aumento di rischi di incidenti, e le forze di sicurezza saprebbero con certezza in quanti stanno volando e dove. La base per l’App, peraltro c’è già. È un’applicazione sviluppata dal controllore del traffico aereo NATS, specifica per i droni. Questa aiuta i piloti a evitare gli spazi aerei utilizzati dai velivoli commerciali.

La carta d’identità aiuterebbe la polizia nei casi di dronejacking

La proposta porterebbe dei vantaggi anche nei casi di dronejacking. Cioè il dirottamento voluto di velivoli a pilotaggio remoto. Si tratta di un fenomeno in crescita, identificato anche nel rapporto “2017 Threats Predictions” di McAfee Labs. Nel documento si evidenzia che ci saranno sempre più tentativi di dronejacking da parte del cybercrime e del terrorismo. Le misure adottate finora, invece, sono efficaci ma solo in parte. Sapere a chi appartiene un drone aiuterebbe le forze di polizia nella prevenzione. Soprattutto di un atto terroristico. Se uno UAV volasse in uno spazio aereo vietato, queste potrebbero contattare subito il legittimo proprietario e scoprire che non è lui a pilotarlo. DI conseguenza, saprebbero subito che si tratta di un drone “rogue” e potrebbero immediatamente adottare le procedure necessarie per neutralizzarlo o abbatterlo.

 

Il comunicato del ministero dei Trasporti UK sul pacchetto di proposte per l’uso dei droni

Cos’è il dronejacking e quali sono i pericoli per la sicurezza internazionale

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