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Per Isis in Siria è a rischio la sopravvivenza dopo gli ultimi eventi

Per Isis In Siria è A Rischio La Sopravvivenza Dopo Gli Ultimi Eventi

Per Isis in Siria è a rischio la sopravvivenza. Sia per il continuo avanzare sul terreno delle SDF a Deir Ezzor sia perché la Coalizione ne ha decimato la catena di comando

Per Isis in Siria è a rischio la sopravvivenza. Non solo per gli attacchi sul terreno dalle SDF dell’operazione Round Up a Deir Ezzor, che avanzano nella Middle Euphrates Valley (MERV), e dell’esercito di Damasco (SAA) a ovest del fiume. Ma anche e soprattutto per il fatto che la Coalizione Internazionale ha preso di mira la rete di contrabbando di gas, petrolio e droga che lo Stato Islamico usa per finanziarsi. Non è un caso che alla fine di maggio siano stati uccisi 4 membri della rete di contrabbandieri Daesh. Tra loro c’era anche Abu Khattab al-Iraqi, il capo dei traffici dei jihadisti. A seguito di ciò, come ha fatto sapere Inherent Resolve, è stata “ostacolata la capacità del gruppo di finanziare operazioni in tutto l’Iraq e la Siria”. Non solo. “Con la rimozione di questa rete, la capacità di pagare combattenti, procurarsi armi e mantenere le attrezzature sarà degradata”.

Inherent Resolve ha eliminato dal 2017 tutti i capi strategici per la sopravvivenza dello Stato Islamico. L’ultimo era il responsabile delle attività di contrabbando

Con questa ultima operazione, la Coalizione Internazionale ha decimato la catena di comando di Isis in Siria e in Iraq. Dall’inizio del 2017 è in atto una caccia all’uomo mirata ai vertici strategici dello Stato Islamico. Finora sono stati uccisi uno dei più alti consiglieri del “Califfo” Abu Bakr al-Baghdadi, uno di capi ideologi dello Stato Islamico, gli ingegneri responsabili dello sviluppo di armamenti del Daesh, i leader della propaganda e della logistica, nonché i pianificatori delle operazioni esterne. L’ultimo anello che mancava erano i comandanti del contrabbando. Fondamentale affinché i jihadisti possano continuare a esistere. Infatti, recentemente è montato il malcontento all’interno di IS a seguito del mancato pagamento degli stipendi, dei successi delle SDF e della scarsità di risorse disponibili. Ciò si è tramutato in fughe di massa e in scontri interni, che si prevede aumenteranno nel prossimo futuro.

Daesh perde a Homs una maxi-partita di Captagon, la droga del jihadista. Parte del carico doveva essere venduta e parte distribuita ai jihadisti. Che succederà con le crisi di astinenza?

Peraltro, Isis in Siria recentemente ha subito un colpo forse ancor più mortale dell’uccisione dei suoi leader. E’ il maxi sequestro di stupefacenti avvenuto ad At Tanf in provincia di Homs. Oltre 300.000 pasticche di Captagon, chiamata la “droga del jihadista”, per un controvalore di 1,4 milioni di dollari. La partita, è stata sottratta al Daesh da Maghawir al- Thowra, partner della Coalizione Internazionale. La maggior parte del carico sarebbe dovuta essere venduta per finanziare lo Stato Islamico, ma una percentuale doveva essere distribuita ai jihadisti a Deir Ezzor. Sia come placebo per calmare gli animi sia affinché i jihadisti non perdessero la volontà di combattere. Però, molti di loro sono ormai dipendenti da questa anfetamina e la mancata consegna rischia di incrementare il caos e di inficiare le capacità di difesa dei miliziani. Ciò a seguito delle crisi di astinenza, che potrebbero portare a comportamenti imprevedibili.

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